| Un viaggio attraverso i rifiuti dell'anima, attraverso tutto ciò che abbiamo deciso di rimuovere, di mettere ai margini della nostra esistenza e della nostra memoria. E che per questo può essere assimilato ai rifiuti urbani, corpi inanimati, divenuti inutili, gettati via e lasciati alla propria immobilità. Ma anche un percorso a ritroso per ripescare pensieri espunti, accantonati in attesa di tempi migliori o rigettati per disfarsene del tutto. È questa la traccia su cui è costruita l'edizione 2006 del festival Azioni inClementi - Arti e Mestieri del Narrare, che si terrà a Schio dall'11 al 20 agosto. "Il Gran Rifiuto. Scarti, Macerie, Rimossi" è il titolo curioso e provocatorio di questa settima edizione, promossa dall'associazione culturale AtoZ con l'Amministrazione comunale. |  |
| Nei due fine settimana centrali di agosto si aprirà una riflessione sul senso e sulla funzione del rifiuto, del rimosso, delle macerie. Parafrasando Feuerbach, AtoZ suggerisce che "siamo quel che gettiamo": ciò che buttiamo via, o che lasciamo indietro, ci dice infatti molte cose sul chi siamo e sul dove stiamo andando. Anche quest'anno la maggioranza degli ospiti e degli eventi appartengono a quel sottobosco nel quale si nascondono artisti e narratori non ancora raggiunti dalla popolarità televisiva. Ma saliranno sul palcoscenico anche artisti che si stanno imponendo all'attenzione del grande pubblico.
Negli spazi interni ed esterni dell'ex-asilo Rossi di Schio, nei locali di Palazzo Toaldi Capra, nella magica cornice del Teatro Civico, interverranno, fra gli altri, l'attrice Giuliana Musso, i narratori Luigi Meneghello, Ugo Riccarelli, Franco Stelzer e Tiziano Scarpa; i saggisti Massimiano Bucchi e Raffaella Malaguti; per il teatro, Spiro Scimone, Massimo Somaglino, il Teatrino Giullare. E ancora, per il cinema, Mimmo Calopresti con un documento tratto da Pasolini e per la musica Xabier Iriondo e Cristiano Calcagnile.
Sarà un alternarsi di letteratura, musica, cinema, proiezioni multimediali, teatro e installazioni artistiche, come quella curata da Eva Fabbris ("Senza Fine") che di fatto alza il sipario sul festival. Un carnet di esperienze legate dal denominatore comune del "raccontare storie", attraverso linguaggi diversi. |