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Un set vicentino per il film 'Terre Rosse'. Ne parliamo con l'attore Davide Fiore

Terre Rosse può sembrare il titolo di un film western degli anni 60, invece arriva direttamente dall'omonimo libro di Flavio Pizzato, che raccolse i suoi ricordi sulla resistenza nella seconda guerra mondiale, vissuta di persona, anche grazie alla madre, una maestra partigiana. Da questi racconti vissuti in prima persona ne è stata tratta una sceneggiatura degna di una piccola epopea, che propone le voci e i personaggi realmente vissuti negli anni 40, e altri creati ad hoc, per rendere una efficace narrazione della nostra storia, trascritta per il grande schermo cinematografico. Nessuna spettacolarizzazione della guerra e delle storie personali, ma la sensibilità della vita di molti personaggi (una quarantina di attori, più di 400 comparse), che loro malgrado entreranno nell'immaginario della vita civile di un popolo.

La vita vera è già un film. Poi il colpo di scena: a Thiene viene trasferito il ministero dell'agricoltura, correva l'anno 1944, e un borghese come tanti (Umberto Simonetti), fascista pieno di ideali, ma controllato nelle sue scelte, come il regime voleva, incontra un giorno qualunque una giovane maestra veronese (Luisa De'Nardi) che parteciperà alla resistenza contro l'invasore tedesco, in quelle terre rosse che sono le colline dell'alto vicentino, un po selvagge, un po disseminate di paesini incantati e ville superbe.

Davide Fiore in Terre Rosse. Sotto Davide con Anna Bellato. Foto di R. Roan

Incontriamo Umberto, o meglio Davide Fiore, attore e imprenditore vicentino, alla sua seconda esperienza col grande schermo, tornato a giocare in casa dopo l'esperienza in altre città. Cosa succede, Davide-Umberto. Cinecittà si è trasferita in provincia? "Il Cinema è sempre meno fenomeno da teatro di posa e sempre di più fatto di luoghi reali. Oggi si parla di fiction, e la vera magia del cinema italiano sta nella narrazione, nella recitazione o nella fotografia. I grandi colpi di scena sono sempre più rari. Si preferiscono le emozioni intime, ciò che comunicano i sentimenti. Vicenza è uno dei set preferiti dal cinema, non solo italiano, perché il suo territorio è una mappa di sentimenti forti".

Un set dove far rivivere il passato? "Purtroppo non sempre! In realtà è possibile trovarvi la bellezza di uno scorcio storico, assieme al crudo realismo di una natura devastata dall'incuria o dai luoghi anonimi di un'economia diffusa ma troppo individualista.

Sei un amministratore pubblico per caso? "Assolutamente no! Ma faccio battaglie per la salvaguardia dell'arte e della natura dall'età di sei anni. Credo di aver protestato per ogni genere di abuso e con ogni persona, sindaco o presidente. Nessuno mi ha mai chiuso le porte in faccia, e devo dire che le lettere minatorie ricevute da molte persone nel vicentino siano il segno di una società molto partecipe. Nel bene e nel male!"

Ma sei un attore o un urbanista? "Questo e quello, nel senso che amo impegnarmi in ogni situazione con l'entusiasmo di uno specialista. Davanti ogni battaglia non conosco amici. Ma molti cari amici mi sostengono e incoraggiano".

Parliamo di Umberto, protagonista maschile di Terre Rosse. "Un personaggio in continua tensione, con autocontrollo. Con il fascino di un romano che lavora in un ministero, ma capace di emozionarsi attraverso l'amore o dedicandosi alla musica e alla poesia. Il prototipo ideale di uomo di charme degli anni 40. Un po Rock Hudson, un po Clarke Gable. Un introverso apparente che pagherà con la vita il suo sostegno agli ideali di libertà".

Ed è come sei tu nella vita reale? "In parte, perché nella "realtà" sono più passionale e estroverso. Anche se la mia realtà è sempre ad un passo dall'onirico, dal sogno ad occhi aperti. Osservo il mondo con gli occhi del sognatore. Ma con gli anni sto affinando la diplomazia, anche grazie alle esperienze in progetti internazionali legati all'università. La diplomazia è un'arte magica e sapiente!"

Come si lavora in Terre Rosse? "L'empatia che si è stabilita tra tutte le parti che compongono il progetto è stata immediata. Siamo già una famiglia! A partire dalle istituzioni che hanno permesso il progetto, al bravissimo regista Dennis Dellai, da Giacomo Turbian, sceneggiatore capacissimo, ai miei colleghi Anna Bellato, attrice giovane ma soprattutto preparata, così come Marina Vecelli, Leonardo Pompa, Paola Anzolin, Sabrina Montante e tutti gli altri attori, tecnici e stylist. Non posso pensare poi alle persone in grado di ricercare gli elementi originali dell'epoca, quali la costumista Mara Marogna, o la mente tecnica del progetto,Davide Viero. Davvero uno staff invidiabile! E'un lavoro impegnativo ma prometto di non deludere".

Tempi di consegna? "2007. Ci stiamo impegnando!"


18/09/2006

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