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Teatro
Al Teatro Olimpico di Vicenza il 59° Ciclo di Spettacoli Classici

Il 59° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, diretto da Luca De Fusco, promosso dal Comune di Vicenza e dal Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni, ha quest'anno come tema "Eros e Thanatos". Dopo i due spettacoli prologo, da giovedì 21 a sabato 23 il cartellone propone Fedra di Jean Racine, nella traduzione di Giuseppe Ungaretti, con Micaela Esdra nel ruolo della protagonista, per la regia di Walter Pagliaro.

Rappresentato l'ultima volta all'Olimpico nel lontano 1956, il testo racininano torna davanti al pubblico vicentino nella traduzione di Giuseppe Ungaretti, con Micaela Esdra nei panni della protagonista. Al suo fianco Attilio Fabiano (Teseo), Diego Florio (Ippolito), Roberta Caronia (Aricia), Marina Zanchi (Enone), Massimo Reale (Teramene), Lidia Giordano (Ismene) e Maria Alberta Navello (Panope). Le scene e i costumi sono di Luigi Perego, le musiche di Paolo Terni, il maestro di arti marziali è Alessandro Parapetti.

Micaela Esdra in Fedra di J. Racine

La protagonista della tragedia, scritta nel 1677, è la seconda moglie di Teseo che è scomparso durante un viaggio. Fedra si confessa alla nutrice Enone dicendole di amare il figliastro Ippolito. Nel frattempo viene annunciata la morte di Teseo. Convinta che il suo amore non sia più colpevole, Fedra svela la sua passione a Ippolito che si indigna. Teseo intanto ritorna incolume. Per salvare Fedra, Enone accusa di amore incestuoso Ippolito che viene maledetto e scacciato dal padre. Fedra è sconvolta, vorrebbe confessare a Teseo la verità. La notizia che Ippolito ama, riamato, la principessa Aricia, provoca in lei una violenta gelosia. Aricia lascia intendere a Teseo che Ippolito è innocente, ma Teseo è turbato: apprende che Enone si è uccisa buttandosi in mare e che Fedra vuole morire. Supplica Nettuno di non voler tenere conto della maledizione lanciata contro il figlio, ma è troppo tardi: atterriti da un mostro marino, i cavalli di Ippolito si sono imbizzarriti e Ippolito è morto. Fedra confessa la verità e si uccide. "Il peso della colpa schiaccia i protagonisti", afferma il regista, "perché gli dei, come ci ha insegnato Euripide, non danno scampo agli uomini e la nostra esistenza, come ci spiega Teraméne, altro non è che un processo graduale in cui giorno dopo giorno si fa strada l'idea della tragica condizione dell'essere umano sotto il potere ingiusto degli dei."

Tra le interpreti più versatili e intense della scena italiana, formatasi alla scuola di Lina Morelli, la Esdra ha in seguito lavorato con Giorgio Strehler. Negli ultimi anni, è stata più volte diretta da Pagliaro, suo compagno nella vita, con il quale all'Olimpico ha lavorato con successo, nel 2004, in Alcesti di Euripide. Ma l'attrice vanta un sostanzioso curriculum sia nel cinema, sia nelle fiction televisive, sia nel campo del doppiaggio dove dà voce a numerosissime star internazionali (Kim Basinger e Wynona Rider, per citare le più frequentate). Il capolavoro raciniano, che narra di Fedra, seconda moglie di Teseo (impersonato da Attilio Fabiano), innamorata del figliastro Ippolito (Diego Florio) del quale causerà involontariamente la morte, è prodotto dall'Associazione Culturale Gianni Santuccio e debutterà giovedì 21 con repliche fino a sabato 23 settembre.

"La Fedra è un labirinto di parole, dentro cui i personaggi si perdono nell'angoscia dei "dire o non dire" perché qualunque società, qualunque tempo, sembra suggerirci Racine, esercita sull'individuo una censura che si accanisce innanzi tutto sulla parola e sulla sua insostituibile efficacia." commenta Pagliaro. "Anche il teatro italiano", continua il regista, "sta subendo una censura progressiva, perché la nostra è una civiltà dell'immagine. Noi invece abbiamo deciso di mettere al centro della nostra esperienza proprio quel cristallo durissimo, scintillante e sfaccettato che è la parola. Su una scena vuota, una semplice pedana in declivio, con pochi attrezzi scenici, come si addice al teatro di Racine, vivono i personaggi della nostra Fedra".

Per questo spettacolo è prevista una giornata di prove aperte al pubblico, mercoledì 20 settembre, dalle 15.30 alle 17. Ancora pochissimi i posti disponibili. Per accedervi è necessario prenotarsi telefonicamente allo 0444/222122, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12. I biglietti sono disponibili in prevendita al botteghino del Teatro Olimpico, oppure chiamando il numero a pagamento 899 666 805. L'acquisto tramite call center e sito internet è possibile fino a 24 ore prima dello spettacolo. I tagliandi, il cui prezzo varia dai 9 ai 23 euro, se non esauriti in prevendita, saranno disponibili anche al botteghino dalle 20.30 della sera di spettacolo.


19/09/2006

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