| Vicenza e il Veneto si avviano verso un blocco totale della circolazione senza precedenti. In Provincia attendono notizie più precise dalla Regione, che è chiamata ad accordarsi con le giunte regionali di Lombardia e Piemonte per organizzare una domenica ecologica comune a tutta la pianura padana, da Torino a Milano fino a Venezia. In base agli annunci riportati nei piani anti-inquinamento di tutti i Comuni vicentini inseriti nella cosiddetta fascia A, vale a dire tutti quelli che si trovano fino a 200 metri di altitudine, sono programmate due domeniche a piedi: una sarà in coincidenza con la StraVicenza, il 18 marzo, l'altra si dovrebbe tenere entro le prossime settimane e sarà comune a tutta la pianura. |  |
| Sulla data non c'è ancora certezza. "Leadata ipotizzata era 28 gennaio, spiega l'assessore provinciale all'Ambiente Walter Formenton, ma attendiamo comunicazioni dalla Regione. Il blocco interesserà tutti i Comuni al di sotto dei 200 metri di altitudine, vale a dire tutti quelli che hanno presentato un piano anti-smog. Ogni Comune emanerà una specifica ordinanza, individuando la porzione di territorio che intende chiudere al traffico". Il vicesindaco e assessore comunale all'Ecologia Valerio Sorrentino: "Se non decide la Regione, noi faremo soltanto la domenica a piedi di marzo". Vicenza dunque non imiterà Padova, dove domenica 14 gennaio si è andati a piedi. E in attesa dei superblocchi, intanto è ripreso lo stop a vecchi diesel e non catalizzati. Nel frattempo, i comuni capoluogo veneti si dichiarano sul piede di guerra per il mancato arrivo dei finanziamenti promessi dalla Regione per la lotta all'inquinamento. "Il nostro è un vero e proprio sos ambientale", hanno detto a Marghera gli assessori comunali all'Ambiente di Venezia Pierantonio Belcaro, di Padova Francesco Bicciato, di Verona, Luciano Guerrini, in rappresentanza anche dei loro colleghi di Vicenza, Rovigo, Treviso, Belluno. La Regione - hanno spiegato - aveva assicurato la disponibilità da ottobre 2006 di uno stanziamento di 10 milioni di euro per finanziare progetti di interventi strutturali contro le pm10. A questi soldi avrebbero dovuto aggiungersi, da febbraio-marzo prossimi, altri 20 milioni di euro: "Ad oggi - hanno sottolineato gli assessori comunali - non solo non si sono visti i primi 10 milioni di euro, ma non si ha nessuna notizia degli altri 20 che avrebbero dovuto essere messi a disposizione tra breve". |