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Dal Molin
Prodi a sorpresa dice Si alla costruzione della nuova base militare americana

Dopo giorni di scontri all'interno della stessa maggioranza, il premier Romano Prodi ha dato il via libera del Governo italiano al progetto di ampliamento della base Usa di Vicenza. Apprezzamento, a nome degli Stati Uniti, per la decisione del Governo italiano viene espresso dall'ambasciatore americano a Roma, Ronald Spogli. ''Desidero esprimere apprezzamento per l'attenta considerazione ed opinione favorevole espresse alla proposta di aumento della presenza americana a Vicenza - ha dichiarato l'ambasciatore - Siamo fiduciosi che esso produrrà benefici alla popolazione ed all'economia della città che già ci ospita con grande cortesia da molti anni. Oggi le relazioni tra Italia e Stati Uniti, costruttive da oltre 60 anni, registrano un passo avanti''.

Di tutt'altro avviso la sinistra radicale. Rifondazione, Comunisti italiani e Verdi non esitano a dirsi in disaccordo con Prodi. Sorpreso e dispiaciuto della decisione del presidente del Consiglio, il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto: ''Capisco i problemi di Prodi ma non condivido. A questo punto chiedo a maggior ragione il coinvolgimento della popolazione con il referendum''. Netto dissenso anche da parte di Rifondazione comunista. ''Non condivido la decisione di Prodi - ha detto il segretario Franco Giordano. Occorre aprire un confronto e ripensare questa scelta e coinvolgere le popolazioni perché vanno fatte valere le ragioni dei cittadini di Vicenza''.

Per il sindaco di Vicenza Enrico Hullweck "Politicamente Prodi ha voluto evitare una brutta figura con gli alleati e ha dimostrato di non voler cedere alle pressioni di frange che facevano leva su una forma di pressione collettiva".

Romano Prodi. Sotto le proteste dei Comitati e l'area del Dal Molin

Il sindaco di Caldogno Marcello Vezzaro è critico sulla decisione espressa dal presidente del Consiglio Romano Prodi rispetto dell'allargamento della caserma Ederle in area Dal Molin: "Il Governo non ha mantenuto le sue promesse. Il parere di Caldogno non è stato preso in considerazione, come ci era stato invece ampiamente assicurato. In occasione del mio incontro a Roma con il Ministro Arturo Parisi, il 14 novembre scorso, il Ministro stesso aveva chiaramente detto che per il Governo sarebbero stati determinanti gli apporti provenienti dalle comunità locali interessate dalla vicenda. Ebbene, in queste ultime ore abbiamo sempre e solo sentito nominare il parere espresso dal consiglio comunale di Vicenza, mentre mai è stato ricordata la votazione del consiglio comunale di Caldogno, avvenuta il 15 novembre scorso, che ha espresso un parere negativo al raddoppio della base americana. Questa decisione non ha assolutamente tenuto conto della tutela dei cittadini. Ora che il Governo ha espresso la sua posizione è necessario lavorare insieme al Comune di Vicenza per vedere garantita la tutela della cittadinanza. Come Comune di Caldogno intendiamo essere coinvolti in tutti i passaggi che riguardano il nostro territorio e la salvaguardia dei nostri abitanti".

Anche i Verdi insistono sulla consultazione popolare. ''Il Comune di Vicenza la smetta con l'ostruzionismo - ha detto il capogruppo alla Camera Angelo Bonelli - il Sindaco garantisca l'espressione della volontà popolare attraverso il referendum''. Poco prima del disco verde del Professore, l'ex premier Silvio Berlusconi aveva richiamato il Governo attuale al rispetto dei patti internazionali, in nome dell'affidabilità nei confronti degli Usa. ''Sono convinto che il primo dovere di un grande Paese come l'Italia sia quello di tener fede agli impegni internazionali assunti anche per essere credibile nei confronti dei propri alleati''. Per il presidente di Forza Italia ''sarebbe di straordinaria gravità che il governo attuale si dimostrasse così inaffidabile nei confronti degli Stati Uniti e dell'Alleanza Atlantica da contraddire le decisioni sull'ampliamento della base di Vicenza assunte nella scorsa legislatura dal governo italiano da noi guidato''.

"Ogni atto che va nella direzione della pace, compreso l'impedire nuove forme di organizzazione militare, è una buona cosa". Così Fausto Bertinotti si schiera nella polemica sull'ampliamento della base militare americana di Vicenza. E si schiera dalla parte della sinistra radicale e del movimento pacifista che sono insorti contro il governo Prodi. E mentre si schierano favorevoli e contrari con manifestazioni e sit in pro o contro davanti alla sede del governo il presidente della Camera allarga la questione e spiega: ""Il problema è la conquista dell'autonomia dell'Europa dalle altre potenze mondiali". "I termini filoamericano e antiamericano - aggiunge il presidente della Camera - sono termini che si possono usare solo in modo caricaturale e fuorviante, e chi ne resta imprigionato manifesta subalternità".

Più possibilista D'Alema, che rilancia la palla al sindaco Hullweck: "Se fossi in lui il referendum lo farei". Il ministro degli Esteri, intervenuto in serata a Ballarò, fornisce un particolare in più spiegando che il governo "aveva offerto agli Stati Uniti una soluzione alternativa e cioè di realizzare le nuove strutture in una vasta area in prossimità della base aerea di Aviano".

Il sottosegretario di Stato, il verde Stefano Boco: "Occorre che i cittadini di Vicenza esprimano il loro parere determinante con un referendum sull'ampliamento e la presenza della base USA a Vicenza. Bisogna capovolgere la modalità con cui queste tematiche si affrontano, uscendo da inutili ideologismi, ma ascoltando veramente gli abitanti dei territori e questo deve valere per la base americana a Vicenza, come per la Tav in Val di Susa. Queste situazioni ,che appaiono diverse, celano una comune matrice, dove grandi opere pubbliche o nuovi insediamenti di aggregazioni sociali, devono essere vissuti non come soggetti estranei in un tessuto urbano, ma come parte integrante di una unica comunità. Lasciamo che siano i cittadini a decidere del proprio futuro e mi auguro che l'Unione valuti la possibilità di presentare nel più breve tempo possibile una proposta di legge sulla partecipazione dei cittadini alla scelte amministrative".

Intanto a Vicenza... E' partita alle 21.00 di martedi la fiaccolata del comitato del 'No' alla nuova base militare statunitense di Vicenza. In testa uno striscione con la scritta 'Vergogna', riferito evidentemente al presidente del Consiglio Prodi. Tremila i partecipanti secondo gli organizzatori, tra loro semplici cittadini, sindacalisti, associzioni di volontariato come 'Emergency' e 'Beati costruttori di pace'. I binari della stazione ferroviaria sono stati occupati da circa un migliaio di persone dei comitati che si battono per il no all'ampliamento della base Usa. Il traffico dei treni è stato sospeso. Ai circa 600 manifestanti che avevano sfilato per le vie del centro, se ne sono aggiuni altri, che si sono diretti verso la stazione per bloccare il traffico ferroviario. E' stata una protesta pacifica, hanno detto i dimostranti. Il fondatore dei ''Beati i Costruttori di pace'', don Albino aveva dichiarato: ''Alla fiaccolata di questa sera a Vicenza, contro Prodi e la sua disponibilita' all'ampliamento della base americana, proporro' l'insurrezione pacifista''

Infine, circa 300 persone da mercoledi mattina alle 8.00 hanno fatto un sit-in in piazza Montecitorio per il sì all'ampliamento della base americana di Vicenza. I manifestanti, partiti da diverse città del Veneto, sono arrivati nella capitale per sostenere l'ampliamento. Il presidio si è svolto in maniera assolutamente tranquilla e senza alcun problema di ordine pubblico.


17/01/2007

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