| Il presidente dell'Aic (Associazione Italiana Calciatori), il vicentino Sergio Campana, ha inviato ai capitani delle squadre di serie A e B una circolare sul problema del cosiddetto fair play per informarli che, in occasione della riunione tra arbitri, calciatori e allenatori del 15 gennaio scorso a Roma, si è concordato che, qualora un calciatore resti a terra per infortunio più o meno grave, debba essere solo l'arbitro a decidere l'interruzione del gioco. "E ciò per evitare quanto sta ora succedendo cui campi di gioco: opportunismi, polemiche, discussioni di ogni tipo - spiega la circolare - Quindi d'ora in poi (e in attesa che nel calcio italiano possa affermarsi il vero 'fair play') in caso di infortunio di un calciatore, nè gli avversari, nè i compagni di squadra sono tenuti a calciare fuori campo il pallone. E se ciò eventualmente accadesse, chi rimette il pallone in gioco non è tenuto a restituirlo agli avversari". | |
| Campana fa presente che su questo sarà opportuno, almeno per un po' di tempo, che le squadre prima della partita si mettano d'accordo e ne diano comunicazione all'arbitro: "Speriamo che questo sia un contributo di tutti per migliorare lo spettacolo e magari per ridurre drasticamente il numero dei calciatori che rimangono a terra per infortunio, conclude Campana, secondo il quale è auspicabile che i calciatori diano sul campo una risposta concreta, soprattutto favorendo il gioco, secondo i principi di lealtà e correttezza e nel rispetto del pubblico". A Campana fa eco subito una nota della società Vicenza Calcio che dice: "In riferimento alla riunione tenutasi a Roma il 15 gennaio 2007 tra arbitri, allenatori, giocatori e dirigenti, la Società Vicenza Calcio comunica che, in accordo con l'A.I.C., dalla data odierna e a partire dall'impegno di campionato con il Piacenza, in base al cosiddetto Fair Play, i nostri giocatori, in caso di incidenti o infortuni di gioco, non saranno più tenuti a calciare la palla fuori dal campo. Sarà quindi ad esclusiva discrezione dell'arbitro la scelta di fermare il gioco evitando così opportunismi, polemiche o discussioni". |