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Dal Molin
Sulla base Usa di Vicenza il Ministro Parisi: 'Sì ad ampliamento ma vigileremo'
"Il governo ritiene suo dovere vigilare affinché le opere che verranno realizzate siano rispettose delle esigenze prospettate dalle comunità locali, con particolare riferimento all'impatto sul tessuto sociale, sulla viabilità e sulle reti dei sottoservizi". Lo ha detto in aula a Montecitorio il ministro della Difesa Arturo Parisi, nell'informativa del governo al Parlamento sulla vicenda dell'ampliamento della base Usa di Vicenza. "Sarà ugualmente dovere del governo - ha aggiunto Parisi - assicurare la massima vigilanza circa il rispetto degli accordi bilaterali in materia di utilizzo della base stessa per quel che riguarda gli impieghi operativi. Della realizzazione delle opere così come del loro utilizzo il governo terrà informato il Parlamento". Per il governo, comunque, non sono irrilevanti "le obiezioni avanzate da parte significativa delle comunità locali. E "ritenendo di rilievo l'impatto che il nuovo insediamento avrebbe avuto sulla città dal punto di vista urbanistico, sociale e ambientale", l'esecutivo, pur confermando "la compatibilità del progetto con le linee di politica estera e di difesa del Paese, ha ritenuto di procedere alla decisione finale solo sulla base di un pronunciamento esplicito della comunità locale".

Il progetto Dal Molin

Parisi ha ripercorso le tappe della vicenda che ha portato al sì da parte del governo: nel 2005 la Direzione generale del ministero della Difesa conferma il sì 'tecnico' al progetto, "ferma restando la necessità di giudicare la progettazione di dettaglio che avrebbe dovuto ricevere anche il vaglio delle autorità civili regionali in sede di comitato misto paritetico Difesa-Regione". Nel dicembre 2005 il Capo di Stato maggiore della Difesa trasmette il parere tecnico favorevole del ministro della Difesa, "che dichiara perciò una disponibilità di massima all'ampliamento della base. Conseguentemente, l'ammiraglio Di Paola, Capo di Stato maggiore della Difesa comunica tale disponibilità - ha riferito Parisi - al comandante militare statunitense in Europa".

Il governo, però, "riconoscendo la fondatezza delle preoccupazioni manifestate dalla comunità locale" sull'impatto urbanistico, sociale e ambientale della base "ritiene di dover coinvolgere più direttamente la comunità", ha sottolineato Parisi, che ha riferito di aver scritto al sindaco di Vicenza nel settembre 2006 "sollecitando un parere formale da parte dell'amministrazione comunale di Vicenza". Il 26 ottobre, quindi, "il Consiglio comunale di Vicenza approva un ordine del giorno in cui esprime parere favorevole all'accoglimento nel territorio comunale di Vicenza della 173ma brigata aviotrasportata degli Stati Uniti", ha concluso il ministro.

Intanto fa discutere l'oleodotto dei misteri. E' quello che rifornisce la base di Aviano e quella di Vicenza, al centro di una nuova polemica che si inserisce in quella ben più grande dell'ampliamento della caserma Ederle della città veneta. L'allarme arriva dalla provincia di Treviso: il sindaco di Susegana, Gianni Montesel, ha scoperto, del tutto casualmente durante una operazione di sminamento da ordigni bellici di un'area del suo comune nei pressi del Piave, che il tratto di oleodotto che passa sul territorio del suo Comune è stato interessato da lavori di potenziamento. Interventi rapidi visto, che lo stesso sindaco spiega che sono stati realizzati in un mese: sarebbe stata sostituito un tratto che passa dieci metri sotto il livello del fiume. Lavori, si sospetta, necessari in vista dell'ampliamento della caserma vicentina e, di conseguenza, qualcuno avanza l'ipotesi che l'aeroporto Dal Molin diventi un avamposto da dove far decollare gli aerei verso gli obiettivi sensibili in Medio Oriente.

Ulteriore benzina sul fuoco del dibattito sull'ampliamento della base di Vicenza. Secondo i Comunisti italiani, infatti, si tratterebbe addirittura di un raddoppio delle dimensioni delle condotte. Le dichiarazioni di Montesel hanno scatenato una serie di reazioni, tanto che Severino Galante, capogruppo del Partito dei Comunisti italiani in commissione Difesa alla Camera, ha presentato un'interrogazione urgente al ministro della Difesa, Arturo Parisi.

Chiarezza è stata chiesta, con una dichiarazione ufficiale, anche da Iacopo Venier, parlamentare triestino responsabile esteri dei Comunisti Italiani. "Apprendiamo la notizia che sarebbero in corso nel trevigiano dei lavori per il potenziamento dell'oleodotto che collega la base Nato di Aviano con la Base Usa stanziata a Vicenza - spiega Galante -. Sembra che suddetti lavori per l'ampliamento di questo oleodotto, sottoposti al segreto militare, siano stati autorizzati alla Nato per trasportare il cherosene additivato finora usato per far decollare gli aerei dall'avamposto friulano".

Galante chiede di sapere se il Governo intenda attivarsi per sapere se il cherosene partirà da Aviano in direzione Vicenza o viceversa. Nel primo caso per Galante "sarebbe un'equivocabile conferma dell'intenzione statunitense di utilizzare l'aeroporto dal Molin, presso il quale si vuole edificare quella che diventerà la più grande base Usa d'Europa, come avamposto logistico da cui far decollare aerei militari verso obiettivi strategici per l'amministrazione Bush in Medioriente". Un ulteriore argomento, quindi, per la manifestazione di protesta contro l'ampliamento della base di Vicenza, in programma nella città berica sabato 17 febbraio.

Ad Aviano, almeno ufficialmente, esiste un solo oleodotto per il trasporto di cherosene, costruito agli inizi degli anni '70. Proviene dal Veneto, presumibilmente da Vicenza, e prima di arrivare all'aeroporto Pagliano e Gori, sede del 31º Fighter Wing, attraversa i comuni di Sacile, Fontanafredda e Roveredo in Piano. I sindaci dei tre paesi - rispettivamente Roberto Cappuzzo, Giovanni Baviera e Renzo Liva - affermano di non avere avuto richieste di interventi sulla rete, come prevedrebbe la legge in caso di ampliamenti. A quanto pare neppure la Comipar, la commissione mista paritetica per le servitù militari, che deve visionare e approvare qualsiasi progetto militare sul territorio del Friuli Venezia Giulia, è mai stata informata di progetti di ampliamento della rete. I militari, invece, si trincerano dietro il segreto militare. Il mistero, quindi, continua.


31/01/2007

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