| L'Istituto Regionale Ville Venete, com'è noto, ha tra gli obiettivi strategici la promozione e lo sviluppo della conoscenza del patrimonio costituito dalle Ville Venete e, in ragione di ciò, da anni è impegnato in una attività editoriale estremamente qualificata: la catalogazione scientifica completa delle ville venete presenti nel Veneto e in Friuli (attività che ha portato alla pubblicazione della nota collana co-edita con Marsilio) e ora la realizzazione della nuova collana, pubblicata con l'editore Allemandi, "Fonti e testi inediti e rari per la Civiltà delle Ville Venete", che, in una serie di agili volumetti, riunisce la riedizione o la prima pubblicazione di scritti importanti quanto introvabili sulle ville venete. Testi di Scamozzi, Palladio ma anche di studiosi ottocenteschi o contemporanei. Gli scritti intorno alle Ville Venete sono moltissimi, eppure quelli fondamentali per comprendere appieno la "Civiltà di Villa" sono difficili da trovare o mancavano del tutto. Di qui la decisione assunta dall'Istituto Regionale Ville Venete di creare una collana editoriale, affidata alle cure di un grande specialista com'è il professor Lionello Puppi, per raccogliere, in un'edizione critica, alcuni di questi testi fondamentali. |  |
| Il primo dei 5 volumi raccoglie gli scritti di Vincenzo Scamozzi ed è intitolato "Intorno alle Ville"; Lionello Puppi e Lucia Collavo hanno proposto la riedizione dei sei capitoli che Scamozzi inserì nel terzo libro di un trattato concepito quale summa esaustiva della scienza architettonica, "L'Idea dell'architettura universale", pubblicato a Venezia nel 1615. Attraverso un ragionamento rigoroso, l'architetto veneto vi teorizza "le regole e i precetti del bene et ordinatamente fabricare", in riferimento alla progettazione di numerose ville da lui ideate per le aree suburbane e per la campagna del Veneto, stabilendo dei principi funzionali e formali destinati ad ampia risonanza e fortuna. A cura di Bernardetta Ricatti Tavone è il volume "Antonio Caregaro Negrin. Scritti sui giardini", che propone la riedizione dei testi, oggi pressoché introvabili, di Antonio Caregaro Negrin (Vicenza, 1821-1898) sull'Arte dei Giardini, campo dell'indagine teorico/pratica in cui si è cimentato l'architetto paesaggista, uno dei più originali e prolifici del secolo XIX in Italia. Nel dibattito europeo tra formal gardeners e landscape gardeners, Caregaro Negrin assume una posizione di equilibrio, optando per un giardino eclettico rispettoso dell'identità del sito con il quale interagisce formando un'unica composizione paesaggistica. Nella collana non poteva mancare Palladio. Se ne occupa Fritz Burger di cui viene presentata la prima edizione italiana de "Le ville di Andrea Palladio", opere pubblicata in tedesco a Monaco nel 1909, in tiratura limitata e mai più ristampata e di cui mancava una traduzione italiana. Con rigore scientifico e slancio empatico Burger illustra le idee e i progetti del Palladio per le numerose ville destinate a costellare la campagna della terraferma della Serenissima, trasformandola nella forma di un paesaggio irripetibile. Quello di Burger è un libro fondamentale, dallo stile ardito ed evocativo che, ingiustamente trascurato, mantiene straordinaria attualità metodologica e critica. Al territorio del Friuli è dedicato il volume "Agricoltura e villa nelle campagne friulane" a cura di Francesca Venuto. Il volume, con un itinerario che si snoda dal '700 all'annessione al Regno d'Italia, propone uno studio dello stretto rapporto tra i possidenti e i loro sottoposti, ovvero i lavoratori dei campi. Antiche consuetudini feudali, ritardi, remore nei confronti delle possibili sperimentazioni non favorirono il pieno decollo delle potenzialità economiche di questa terra di frontiera. Il volume riunisce molte fonti, numerose le inedite, ripercorrendo un dibattito che si sviluppò negli ambiti culturali più diversi. Il quinto volume della Collana intitolato "Andrea Palladio. Delle case di villa" riunisce, per la prima volta in un'edizione comparativa, tutti gli scritti di Palladio intorno alla problematica delle "case di villa", traendoli da lacerti manoscritti conservati alla biblioteca Correr, così come dalle pagine stampate del secondo dei "Quattro libri dell'Architettura". Sono pagine che scandiscono un percorso di riflessioni e di proposizioni, parallelo a quello della progettazione concreta, l'uno e l'altro precoci e volti ad asserire una concezione originale delle "case di villa" come unitaria e articolata organizzazione spaziale di un'azienda rurale. |