| "Non vogliamo sollevare nessuna provocazione - è la premessa del presidente Coviello - ma semplicemente far emergere un problema reale che riguarda la nostra società. A Vicenza stiamo dando tanto, sia in termini di prestigio con i nostri successi, che in termini di visibilità. Tra atlete, staff, gestione del club e dell'impianto, segreteria, marketing, comunicazione, diamo inoltre lavoro a 51 persone a tempo pieno, cui vanno aggiunti una trentina di volontari, che sarebbe più giusto definire collaboratori, che percepiscono da noi un compenso sistematico. Possiamo pertanto essere paragonati a una media azienda vicentina. A questi dati va aggiunto tutto l'indotto: alberghi, ristoranti, servizi, eccetera. Per fare un esempio, sono 25 gli appartamenti che abbiamo in gestione o affittati. Per quanto riguarda il lato sportivo, siamo l'unica società di Vicenza che ha 3 squadre iscritte a campionati nazionali, A1 e B2 femminile e B1 maschile. Abbiamo un florido vivaio di giovani, in gran parte provenienti da città e provincia, ma con molte ragazze che si trasferiscono qui da molre regioni d'Italia. Questo per inquadrare il gruppo Vicenza Volley come realtà economica e sociale, che non è certo trattata come meriterebbe, se non altro per convenienza, però, da parte della stampa, da qualche banca, che pure si definisce, locale e, soprattutto, da parte delle Istituzioni". "Venendo ai problemi attuali, - continua Coviello - questi sono da far risalire alla convezione firmata con il Comune il 13 giugno dello scorso anno. Una convenzione che non potevamo non firmare se volevamo iscriverci ai campionati, e che prevede che dovremo lasciare il palasport il prossimo 30 aprile per il secondo stralcio dei lavori di ristrutturazione. In quell'occasione sia il segretario comunale, dott. Macchia, che il dirigente dell'assessorato allo Sport, dott. Vezzaro, si erano impegnati verbalmente ad affrontare le eventuali difficoltà che sarebbero sorte in base ai calendari. Problemi che oggi riguardano sia i play-off di A1 che l'inizio della prossima stagione. Già due settimane fa ho chiesto personalmente un incontro all'assessore allo Sport Morsoletto per discutere assieme le possibili soluzioni. La risposta del Comune è stata una raccomandata del 23 marzo, burocraticamente ineccepibile, che conferma la data di sgombero prevista dalla convenzione, e propone come alternative per il nostro club l'utilizzo di altre palestre comunali per gli allenamenti e la disponibilità a 'valutare istanze, anche economiche, relative alla disputa di gare di campionato di serie A1 femminile in strutture extracomunali', escluse la mancata esposizione della pubblicità. Come se questo fosse un problema secondario, in uno sport come la pallavolo in cui gli incassi relativi al pubblico non sono certo sufficienti per la gestione di un club. Già con la chiusura dello scorso anno abbiamo perso almeno 150.000 euro di potenziali entrate da sponsor, per dare un'idea. Ma quello che amareggia di più è la mancanza di considerazione per la nostra società e la totale assenza di sensibilità per un club primario per la città, come dimostrano i fatti, tra cui, soprattutto, l'assenza di un qualunque incontro diretto con l'Assessorato allo Sport, che si limita a inviare raccomandate. Peccato poi che a Vicenza non esista nessun impianto omologabile per i play-off di A1, e quello che vi si avvicina di più, il Centro Sport Palladio, dispone solo di 672 posti in tribuna fissa con la possibilità di arrivare a 1232 con le tribune estraibili, che arrivano . direttamente sul campo impedendo lo svolgimento delle gare. Anche cercando in provincia i problemi non si risolvono, dato che gli unici impianti adeguati sarebbero i palazzetti di Schio e Bassano. Le finali dei play-off di basket femminile si sovrappongono totalmente con le nostre necessità, e pertanto l'ipotesi-Schio, dove gioca il Famila, non si può percorrere nell'impossibilità di avere già adesso una programmazione certa. Per quanto riguarda Bassano, anche il Fiorese di serie A2 di volley maschile sta lottando per i play-off, e ci auguriamo che li raggiunga, e non è quindi possibile avere la disponibilità sicura, visto che le date coincidono. Zanè dispone di un palazzetto con una piastra enorme, ma anche lì bisognerebbe montare e smontare subito dopo la gara le tribune, dato che il 13 maggio l'impianto è già occupato. Dobbiamo pertanto iniziare a guardare fuori Vicenza, ma anche Padova, dove già un'altra squadra giocherà quasi sicuramente i play-off, non sarebbe una soluzione opportuna, né dignitosa per la città. E in ogni caso l'anno scorso il preventivo che ci era stato fatto per il Pala S. Lazzaro era di oltre 12.000 euro". "Quello che chiediamo - è la conclusione del presidente - è che il Comune provi finalmente a operare per far ridurre la tempistica dei lavori. Una chiusura di sei mesi, a quanto sappiamo noi per il rinnovo dell'impianto elettrico e altri lavori di messa a norma, non è francamente comprensibile, se si mettono al lavoro squadre adeguate di operai e non pochi elementi come lo scorso anno con addirittura un fermo di lavori completo in agosto In 6 mesi si costruisce un palasport! La nostra richiesta è di aprire un tavolo di discussione per verificare insieme se non sia possibile stringere i tempi di chiusura. Non avendo visto nessun planning dei lavori, non possiamo saperlo. Per questo rivolgiamo un appello pubblico, anche perché in Assessorato allo sport non abbiamo trovato nessun interlocutore e nessuna risposta che non fosse meramente burocratica, mentre il dr. Macchia si è dichiarato 'incompetente' al riguardo avendogli l'Assessore Morsoletto rilevato la delega per il palasport subito dopo la firma della Convenzione attuale. Al di là dei play-off, ci è impossibile pianificare l'attività della prossima stagione, dato che già solo ad ottobre ci saranno ben quattro partite di campionato di A1. Purtroppo allo stato attuale delle cose dobbiamo trovare un'alternativa per la serie A. Quello che mi preme sottolineare è che la società non chiuderà, come è stato costretto a fare il basket maschile per problemi analoghi di impianti, né si trasferirà da Vicenza; il nostro vivaio resta qui. Ma il club non può fallire, per cui senza un palazzetto disponibile in tempo utile per il campionato 2007-2008 bisognerà per forza pensare a trasferire la massima serie, perché, riepto, non possiamo dimenticare che i problemi del basket maschile qui a Vicenza sono iniziati quando si è cominciato a far peregrinare la società da un impianto all'altro. Già abbiamo patito questi problemi a inizio anno e, anche se non è dimostrabile, le difficoltà delle nostre squadre di B1 e B2 a raggiungere gli obiettivi iniziali (salvezza e play off, rispettivamente) sono dovute anche al continuo vagare tra una palestra e l'altra per partite e allenamenti. Il Comune ci dimostri che è impossibile ridurre la chiusura per limitare, almeno, i nostri disagi; altrimenti vuol dire che non c'è la volontà di discutere dei nostri problemi, e non potremo non prenderne atto". |