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Musica
Gli ultimi concerti della rassegna Settimane Musicali al Teatro Olimpico

Mercoledì 13 giugno al Teatro Olimpico di Vicenza alle 20.00, concerto preceduto alle 19.00 dalla conferenza del prof. Massimo Contiero, pianista, scrittore di saggi e musicologo, che collabora costantemente con artisti di ogni genere, dalla musica, alla letteratura, al teatro e al cinema. Ancora in palcoscenico Sonig Tchakerian, responsabile artistica per la musica da camera per le Settimane Musicali con uno dei maggiori rappresentanti del violoncellismo mondiale, fondatore dell'Orchestra d'Archi Italiana: Mario Brunello. Onnivoro di ogni genere musicale, collabora e suona con le più grandi orchestre e musicisti del mondo, senza limitarsi esclusivamente al repertorio della musica classica (sono molti i suoi rapporti professionali con musicisti jazz e rock, tra cui Paolo Fresu, Uri Caine e Vinicio Capossela). I suoi concerti sono spesso accompagnati da conversazioni con il pubblico, testi ed introduzioni di scrittori, critici di ogni genere d'arte, filosofi, personalità del mondo culturale, pittori. Al pianoforte invece la milanese Stefania Redaelli, dotata di rare qualità tecniche ed espressive, è una giovane musicista che ha già suonato in ogni angolo del mondo in prestigiose sale e con rinomate formazioni orchestrali.

Settimane Musicali all'Olimpico

Al clavicembalo e all'organo Roberto Loreggian con il suo tocco denso di una introvabile sensibilità espressiva, noto per i suoi preziosi ricami improvvisativi. Infine la tiorba sarà quella di Ivano Zanenghi, nato e cresciuto musicalmente a Venezia, è uno dei più profondi conoscitori di musica antica al mondo. Insegna liuto barocco e basso continuo alla Scuola di Musica Antica di Venezia ed è membro fondatore della Venice Baroque Orchestra e dell'Accademia di San Rocco. Il concerto si aprirà con due sonate del "prete rosso", alias il veneziano Antonio Vivaldi, mai stampate i cui manoscritti sono tutt'ora conservati a Napoli. Quasi pannelli di un dittico, le Sonate napoletane si distinguono per effusioni melodiche ed inflessioni galanti incastonate in un'esuberanza di scrittura spesso al limite del virtuosismo. Di nuovo Napoli, nonché Venezia, sono le città italiane di riferimento da citare parlando invece di un compositore di tutt'altra epoca - Igor Stravinsky - e della sua Suite Italienne per violoncello e pianoforte, seconda composizione in programma.
La violinista Sonig Tchakerian
Questa composizione trae le sue radici da un balletto stravinskiano creato precedentemente, Pulcinella (1919-1920), dal quale furono tratte diverse Suite. In Pulcinella il materiale sonoro è risultato di una sostanziale riscrittura di opere del compositore italiano Giambattista Pergolesi, la cui carriera si svolse in special modo in ambiente napoletano. La collaborazione con il grande violoncellista russo Gregor Piatigorsky portò invece, nel 1932, a quella oggi conosciuta come Suite Italienne. L'introduzione e il finale di questa meticcia composizione sono però attribuiti alla rivisitazione di una Sonata a tre di Domenico Gallo, musicista veneziano, facendo contendere così la paternità di queste pagine alle due città d'arte italiane. Profondamente radicata in quella che può essere definito lo spirito musicale veneziano non del Settecento, bensì rinascimentale, è invece la Sonata a tre di Gian Francesco Malipiero, per violino, violoncello e pianoforte, brano che chiuderà sapientemente il concerto. Una composizione che non cerca identificazioni nette con forme accademiche, andando invece a cercare motivi d'interesse per le ricerche musicali del Ventesimo Secolo.

Settimane Musicali al Teatro Olimpico
L'ultimo appuntamento venerdì 15 giugno nel Teatro Olimpico a Vicenza alle ore 20.00, concerto preceduto alle ore 19.00 dalla conferenza della prof. Marinevi Massaro, critico e musicologo, che illustrerà le composizioni di Vivaldi previste per la serata conclusiva. La serata vedrà alternarsi famosi violinisti che per l'occasione suoneranno sia come solisti che in formazione cameristica alcuni dei dodici concerti tratti da "L'Estro Armonico" di Antonio Vivaldi. Potremo ascoltare così il violino di Giovanni Angeleri, unico italiano ad aver vinto il primo premio assoluto al Vaclav Huml di Zagabria oltre ad aver avuto più volte la possibilità di suonare il violino appartenuto a Paganini, il mitico "Cannone". Giovanni Guglielmo, allievo di Luigi Ferro, sarà un altro famoso violinista ad esibirsi nella duplice veste di solista e concertista come pure l'armena SonigTchakerian, PieroToso, che gode di un esperienza più che quarantennale come primo violino solista dell'Orchestra di Padova e del Veneto.
Il Teatro Olimpico

Le viole saranno quelle di Ivan Malaspina, violinista stabile nell'Orchestra di Padova e del Veneto, e di Massimo Piva, noto per essere stato personalmente invitato dal maestro Claudio Abbado a far parte dell'orchestra del festival di Lucerna e dell'orchestra Mozart a Bologna. Al violoncello avremo invece GiancarloTrimboli, attivo concertista in formazioni da camera sia in Italia che all'estero e fondatore del conosciutissimo Trio Malipiero, Simone Tippo, membro stabile dell' Orchestra d'Archi Italiana nella quale ha svolto anche attività solistica in collaborazione con il violoncellista Mario Brunello di cui è stato allievo.

Potremo ascoltare anche Ubaldo Fioravanti, perfezionato con il grande F. Petracchi, uno dei migliori contrabbassisti del panorama musicale italiano: dal lontano 1978 ha intrapreso una brillante carriera concertistica sia in veste di solista che in importanti formazioni cameristiche. Al clavicembalo e all'organo saranno le mani esperte di Roberto Loreggian. Infine la tiorba sarà quella di Ivano Zanenghi, nato e cresciuto musicalmente a Venezia, è uno dei più profondi conoscitori di musica antica al mondo.

Il programma prevede l'esecuzione di alcune concerti tratti da dell'op. III di Vivaldi, L'Estro armonico, una delle più note raccolte di suoi concerti, si rimane ogni volta stupefatti dall'infinita varietà di disegni e sonorità che richiamano il tradizionale colorismo strumentale veneziano e che emergono, in un continuo cambiamento di organico e di forma, dallo svolgersi di idee musicali sempre fresche e rinnovate.

In questa esecuzione viene offerta una panoramica completa dei concerti "a violino solo obbligato" presenti nella raccolta (i numeri 3, 6, 9 e 12), tutti organizzati secondo la struttura "da camera" in tre movimenti, nei quali i tempi in Allegro presentano sempre un moderato virtuosismo del solista, con temi incisivi e frequenti effetti d'eco, mentre i tempi lenti prediligono la cantabilità espressiva. I brani tuttavia sono continuamente resi interessanti da momenti di assoluta originalità il Largo del Concerto n. 3 si affida alla scansione regolare di accordi strappati, mentre nel Concerto n. 6 l'apertura ha una singolare dinamicità per il fatto di lasciare l'appoggio ritmico della battuta non ai bassi, ma alle parti melodiche. Il successivo Largo è struggente e tutto affidato alle parti superiori, mentre il Presto ha un carattere "all'ungherese" con brillanti intensificazioni del dialogo tra solista e ripieno. Nel Concerto n. 9 gli accordi tenuti nell'accompagnamento del Larghetto hanno un effetto quasi organistico e lasciano libero spazio alla melodia cantabile del solista, che nel finale ha invece passaggi di puro virtuosismo.

Il Concerto n. 12 ha dimensioni più ampie e inizia con un Allegro gioioso, ricco di inaspettate aperture armoniche e di giochi d'eco, con spunti variati anche nel "tutti". Il Largo presenta un episodio solistico centrale di grande cantabilità al quale si contrappone la brillante vitalità dell'Allegro finale. Tra i concerti con due violini, il Concerto n. 8 è tra i più celebri della raccolta e i due Allegro densi di progressioni imitative e di geniali disegni incorniciano il Larghetto aperto da un "basso di Ciaccona". Il Concerto n. 11 presenta la tipologia "da chiesa", rafforzata dalla presenza del violoncello obbligato e dalla scrittura contrappuntistica della Fuga che si delinea nel primo Allegro dopo tre battute di Adagio e spiccato. Il Concerto n. 10, a quattro violini e violoncello obbligato (noto per l'imponente trascrizione bachiana a quattro cembali), richiama l'attenzione sull'intensa articolazione dei ruoli solistici, utilizzati a loro volta a sezioni e in dialogo tra di loro, mentre il Largo impegna i violini solisti su quattro formule esecutive diverse di accordi arpeggiati.


12/06/2007

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