| E intanto nasce la Fondazione del nuovo teatro di Vicenza che potrà contare su un consiglio di amministrazione a quattro più il presidente: un rappresentante per ciascuno degli enti coinvolti e per i quali non è previsto nessun gettone. Raccolti nell'ufficio del sindaco Enrico Hullweck, i quattro soci fondatori (Comune, Regione, Banca Popolare e Industriali) hanno firmato lo statuto della Fondazione che fino al 2050, con possibilità di proroga, si occuperà della gestione del nuovo teatro. In viale Mazzini intanto i lavori sono in dirittura di arrivo, la struttura è completata: mancano solo il riscaldamento, le poltrone ed i suppellettili, la data del taglio del nastro è già stata fissata e si sa che il prossimo 20 dicembre a presentare la prima arriverà Milly Carlucci. Il Sindaco Hullweck è stato nominato per tre anni presidente della Fondazione. Prosegue Dori: "Oggi i muri ci sono, l'oggetto ha preso decisamente forma; ora si tratta di dare contenuti alla gestione dell'oggetto. Qualcuno torna ancora, magari sottovoce, ad agitare lo spauracchio dei costi del teatro. E' pressoché scontato che la presenza di un teatro rappresenti, per le sue caratteristiche, un costo da mettere a bilancio. Un teatro costa: vi sono spese generali, facilmente quantificabili, che vanno messe in conto; e poi costa quando è attivo e quando è fermo, costa se produce e se non produce. Il Teatro, per una città, è un investimento culturale, non certo un investimento finanziario! E il denaro non è un problema per una città come Vicenza; non deve essere un problema! Vicenza aveva due teatri quando era povera. Altre realtà della nostra provincia hanno e gestiscono il loro teatro. Perché credere che solo a Vicenza non si sappia costruire e gestire il proprio futuro?" "Quello che la maggioranza dei vicentini chiede e pretende, invece, è una gestione oculata, attenta ai contenuti della programmazione, ma anche ai profili economico-finanziari, al rispetto dei budget di spesa. Una buona garanzia appare darla la composizione della "Fondazione". Le significative presenze "private" tra i soci fondatori, accanto al Comune e alla Regione Veneto, della Banca Popolare di Vicenza, certamente ben disposta ad investire a Vicenza per evidenziare le sue attenzioni verso l'economia vicentina, e dell'Associazione Industriali, una delle più importanti nel nostro Paese per attività e presenze imprenditoriali, appaiono in grado di fornire ai vicentini un'adeguata tranquillità sotto i profili programmatori e finanziari." "Infine, sempre riguardo ad una gestione avveduta del Teatro, un paio di considerazioni mi sento di lanciarle, parendomi dettate da consolidati criteri generali di buona amministrazione aziendale; ma che provengono anche, per lo specifico, da suggerimenti forti raccolti da chi opera nel settore a livelli nazionali di primo piano. 1) E' necessario attuare una netta distinzione tra il responsabile del settore amministrativo-finanziario e il responsabile della direzione artistica; tra chi sarà chiamato a seguire la gestione generale del teatro e chi dovrà predisporre il programma della stagione teatrale. 2) Riguardo alla figura del Direttore Artistico, nomina prevista dallo Statuto e di competenza del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, la scelta va attentamente ponderata, trattandosi di un ruolo estremamente importante e delicato. Da lui dipende il successo della programmazione stagionale, ma anche la capacità commerciale di fare contratti, di procurarsi nomi e cartelloni, di trattare l'acquisto di pacchetti, eccetera". "Il mondo dello spettacolo è estremamente complicato e difficile, popolato di procuratori e di agenzie che curano interessi incrociati, spesso in grado di condizionare l'operatività del settore con risvolti gestionali a volte imprevedibili. Invece del grande nome talvolta legato a quel mondo, perché non tentare di scegliere una strada diversa che già stanno attuando altri Enti lirici a noi abbastanza vicini? Perché non cercare un profilo che abbia maturato esperienza e competenza in un teatro con le caratteristiche simili a quelle che avrà il nostro Civico: un organigramma snello che non prevede la produzione diretta?" "Si affidi la Direzione artistica ad un giovane che abbia capacità e voglia di emergere, di crearsi una buona immagine personale, utile a far diventare importante il Teatro Civico di Vicenza e per il prosieguo della sua carriera. E che si occupi del teatro con la necessaria continuità, senza sommare, come succede spesso ai grandi nomi, altri incarichi in altri teatri, facendo correre il rischio di sovrapposizioni e conflittualità". (Fonte ANordest - Vicenza) |