| Prosegue nei bei luoghi della montagna vicentina la rassegna di teatro, musica e spettacoli Forti in Scena , nata nel 2004 su idea di Luciano Padovani, direttore della compagnia Naturalis Labor, e Mauro Passarin, conservatore del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza. La rassegna, in programma per tutta l'estate, si propone di portare spettacoli di danza, musica e teatro nei luoghi della Grande Guerra. Per far incontrare la storia e le arti dello spettacolo, valorizzando un patrimonio storico che non trova eguali in tutta Europa per quantità e qualità di testimonianze che gelosamente le nostre montagne conservano. Così gli artisti entrano nei forti, per raccontare, per dialogare, per interpretare. La formula è piaciuta subito a molti: amanti della montagna, della storia del nostro territorio, dello spettacolo. Così è nato un nuovo modo per fare storia, per onorare chi si è sacrificato per la nostra terra, per commemorare tragiche battaglie. | 
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| Il prossimo spettacolo in programma è domenica 29 luglio alle ore 16.30 a Forte Campomolon di Tonezza del Cimone. Teatro e musica con l'Associazione Teatrosette in "1917, monte Ortigara il calvario degli alpini", una prima nazionale con Stefano Paiusco e Coro Alpini di Verona, che portano in scena uno degli episodi storici più dolorosi e significativi della Grande Guerra, la tristemente nota battaglia dell'Ortigara, evento particolarmente significativo per il Vicentino e per i molti che ancora lo ricordano. Cosa accadde nel giugno del 1917 sul monte Ortigara e perché morirono, in pochi giorni, migliaia di militari italiani in una battaglia che, sotto il profilo della storia militare, non ha avuto una particolare rilevanza? A questa domanda hanno cercato di rispondere Stefano Paiusco e Raja Marazzini dell'Associazione Teatro Sette di Verona, ideando e sviluppando questo racconto teatrale in un atto. Stefano Paiusco, unico attore in scena, sarà accompagnato dai più bei canti degli alpini di quel periodo, tra cui "Era una notte che pioveva", "Ta-pum", "E Cadorna manda a dire", "Dove sei stato mio bell'alpino", "Sul Cappello", "Guarda la luna" e un omaggio a Giancarlo Bregani con "Montagne addio". In questo lavoro Paiusco fonde la narrazione epica dei fatti storici con momenti teatrali e con alcune letture tratte da "Scarpe al sole" di Paolo Monelli, scrittore e poeta, nonché ufficiale degli alpini che combattè sul Monte Ortigara. Momenti di intensa commozione caratterizzeranno lo spettacolo, attraverso la lettura di stralci originali di fonogrammi trasmessi durante i combattimenti, oltre alle testimonianze dirette di chi partecipò alle operazioni di quel giugno del 1917. Un inno alla pace, un testo che vuole far conoscere alle nuove generazioni un avvenimento storico che ha lasciato nel nostro immaginario collettivo il ricordo di un inutile sacrificio e il monito a non dimenticare. La grandezza di questo festival, secondo il consigliere provinciale ex assessore provinciale alla cultura Tonino Assirelli, sta nel non presentarsi come una vetrina-museo di eventi, ma come una realtà propositiva e produttiva, un laboratorio di nuove creazioni e di incontri. Un festival che si contraddistingue anche per il rigore e la accurata scelta di spettacoli sempre legati ai luoghi e alla loro storia. Forti in Scena diventa così un viaggio straordinario di rivelazioni. " Il programma dell'edizione 2007 prevede spettacoli perfettamente integrati nei territori ospitanti, grazie ad alcune significative compagnie, che rinnovano il festival come luogo d'esplorazione di progetti e idee: dal gruppo musicale Barabàn, uno dei maggiori gruppi folk della scena italiana, a Les Quartettes, formazione d'archi quest'anno accompagnata dalla cantante Raffaella Panetti; dalle compagnie di danza e teatro Naturalis Labor, Teatro Reon, Dionisi Teatro, La Piccionaia, TeatroSette che ci immergeranno in atmosfere talora astratte e fantastiche, talvolta tragiche ed eroiche, alla performance di Armando Carrara che si esibirà all'interno di un bosco con la lettura di un nuovo testo tratto da Mauro Corona. Qualsiasi canto, passo di danza, parola, melodia o sfumatura di luce prenda vita tra queste mura, sarà teso a celebrare le vicende umane che si sono consumate negli stessi luoghi. Far memoria della Grande Guerra, attraverso la sacralità dell'arte, significa custodire, preservare e tradurre nel presente gli avvenimenti che hanno lasciato un segno indelebile in questi territori. Tutti gli spettacoli sono ad entrata gratuita. |