| "Il libro racconta di lucciole giovanissime - dice Bertoli - anche minorenni, clandestine o provviste di permesso turistico, la maggior parte schiavizzate, ma soprattutto di clienti impacciati e ipocriti che usano l'adescamento per soddisfare i loro desideri reconditi, per scaricare la violenza insita nei loro animi, per dimostrare a sé stessi di essere qualcuno, per il gusto sottile della trasgressione, per elemosinare un po' d'affetto, per battere la noia la depressione o la solitudine, per egocentrismo, per immedesimarsi - imitandoli - nei personasggi dello spettacolo, nei ricchi o negli attori hard, per rivalersi sulle frustrazioni di una vita, per trovare un mito, la bellezza e la giovinezza, cui aggrapparsi per dare un senso o uno stimolo alla propria vita come nel caso del protagonista principale: Basilio Bossio, promotore finanziario vicentino ormai sessantenne, sposato per convenienza con una facoltosa proprietaria terriera e padre di due figli affermati. Appunto un uomo perbene che, mediante il danaro, cerca d'inebriarsi d'amore rivalendosi specie sulle frustrazioni amorose e professionali subite in gioventù e scacciare - con l'amore comprato - anche la depressione che si era impossessato di lui, angosciato dalla decadenza fisica e dalla solitudine". Perchè questo tema? "Ho scritto questo racconto - documento dopo aver condotto per tre anni con dei colleghi un'indagine sociologica sulla devianza, in particolare sul mondo della prostituzione di strada e della criminalità, spinto per formazione a cercar di capire le ragioni ultime di qualsiasi comportamento, atteggiamento o fenomeno sociale. Lo spunto per questa indagine sulla lucciolomania, neologismo coniato da me, ovvero sui maschi che di notte, in gran segreto, frequentano le lucciole, mi è venuto vedendo centinaia di ragazze d'ogni nazione letteralmente prese d'assalto da una moltitudine di automobilisti giovani e anziani, anche donne, e di tutte le categorie sociali, lungo le strade del Vicentino e del Padovano. Il racconto, infatti, è ambientato nel Veneto più cupo e nebbioso. Ho preferito trasporre i risultati dell'indagine - sembra unica del genere in Italia - in un racconto, anziché in un saggio, per coinvolgere maggiormente, ed emotivamente, i lettori, convinto che la narrativa svolga un ruolo insostituibile per trasmettere messaggi e descrivere o illustrare squarci di realtà vividi, attuali. Mi hanno appoggiato nel lavoro di ricerca: parecchi amici, gli operatori di strada, i membri di associazioni di volontariato, i giornalisti con le loro inchieste e interviste, e le forze dell'ordine di Vicenza e di Padova". (Giuseppe) Ausilio Bertoli, nato a Grumolo delle Abbadesse (Vicenza), ha studiato letterature straniere e sociologia. Ha svolto diversi lavori, ed è stato anche assistente universitario. Ora fa il sociologo della comunicazione e il giornalista pubblicista. E' autore di otto libri di narrativa e due di saggistica. Ultimamente ha pubblicato i racconti Giostra mentale (Manni), introdotti dall'italianista triestino Elvio Guagnini, l'ebook Amore di banca e il saggio I temi della comunicazione (Lupetti). Ha inoltre pubblicato articoli di critica letteraria, di saggistica, nonché molti racconti su testate giornalistiche e su riviste di letteratura. Vive dividendosi tra Vicenza e Padova. |