| E intanto è partito la sera del 6 novembre alle 21.00 il blocco delle due entrate dell'aeroporto Dal Molin di Vicenza. I blocchi hanno l'obiettivo di impedire i lavori di bonifica propedeutici alla realizzazione della nuova base militare statunitense. Secondo una nota diffusa dai Comitati, durante l'allestimento dei blocchi in Via Ferrarin un militare italiano di stanza all'aeroporto Dal Molin ha tentato di investire più manifestanti che si apprestavano ad allestire i blocchi degli accessi all'installazione militare vicentina. Il militare, di passaggio con la propria auto, si è fermato e ha poi deliberatamente accelerato dirigendosi verso i manifestanti e colpendone uno, Francesco Pavin, per poi fuggire sgommando. Secondo l'avvocato che tutela il movimento No Dal Molin, dalle testimonianze raccolte sul fatto, l'azione è stata deliberata: si potrebbe perciò configurare il reato di tentato omicidio ed omissione di soccorso. Il militare è attualmente all'interno dell'aeroporto Dal Molin. I manifestanti hanno chiesto alla Digos l'immediata identificazione del militare. Se ciò non dovesse avvenire si verificherebbe anche il reato di omissione da parte delle forze dell'ordine, che sono tenute all'identificazione immediata. Pavin, che ricordo essere uno dei più attivi nella lotta, è stato portato con l'ambulanza all'ospedale di Vicenza e le sue condizioni non sembrano essere critiche. Vi aggiorneremo Tornando a Padova, sempre secondo i consiglieri, il progetto di tangenziale prevede una galleria di circa un chilometro, collocata in direzione est-ovest secondo lo staff del commissario Costa, rappresentata da una enorme diga in cemento calate nel terreno tra i 30 e 50 metri di profondità, dove sono presenti importanti falde acquifere. L'intera zona è ricca di pozzi di acquedotto da cui attingono sia AIM di Vicenza, sia APS-ACEGAS di Padova, sia ETRA per i Comuni dell'alta padovana e bassanese. La realizzazione di questo progetto provocherebbe certamente una alterazione grave del sistema acquifero di questa zona e conseguente danno all'approvvigionamento di acqua potabile per le Province di Vicenza e Padova. Tutto questo per dotare di una adeguata viabilità il previsto aeroporto civile Dal Molin, ma, nella realtà, per dotare di pista area la nuova base USA. Questo "effetto collaterale" evidenzia quanto importante sia la mobilitazione dei cittadini vicentini per impedire la costruzione di questa base militare; come sia centrale, nelle ragioni del NO alla base, non solo il rifiuto della guerra e delle logiche di guerra, la rivendicazione della difesa dei beni comuni, territorio, risorse naturali, ambiente. Ragioni che trovano i verdi veneti al fianco della mobilitazione. Il patrimonio d'acqua di questo territorio è un tesoro prezioso da difendere e tutelare. Di fronte ad una decisione del Governo, supina agli interessi dell'amministrazione militare USA, che mette a rischio il patrimonio idrico non è accettabile il silenzio degli enti gestori, delle Province e dei Comuni. Nello specifico è in ballo l'approvvigionamento di acqua potabile per interi territori della provincia di Padova. Vi è il dovere delle amministrazioni pubbliche di farsi sentire, di dire no a questo progetto. Le interrogazioni provinciale e comunale presentata dai Verdi (Aurora d'Agostino, consigliera comunale Verdi - Padova Città Aperta, e Paolo De Marchi, consigliere provinciale Verdi Padova) intendono destare l'attenzione nel merito e stimolare un intervento della Provincia e del Comune di Padova e, per loro tramite, del CdA di APS-ACEGAS e di ETRA perché facciano tutti i passi necessari a scongiurare questa decisione. |