| Illustrato a palazzo Nievo l'accordo di programma fra la Provincia di Vicenza e il Comune di Arcugnano relativo alla realizzazione del progetto per la riqualificazione ambientale e la fruizione turistica e didattica del Lago di Fimon, nonché alla manutenzione ordinaria e alla gestione dell'area. Già, si fa presto a dire Lago se hai la storia e la grandezza di questo specchio d'acqua, il più antico, con i suoi 200.000 anni di tutto il Nord Italia, ma anche ricco, nel passato, di problemi. Dal siluro alle questioni burocratiche. | |
| "Dal 1964 al 2000 - ricorda l'assessore provinciale alle risorse idriche Paolo Pellizzari - la vulturazione delle rive non era ancora stata fatta per cui nelle visure catastali comparivano ancora i nomi dei privati, nonostante questi fossero già stati espropriati e indennizzati. Capite bene quali fossero i rischi per un sindaco nel decidere di iniziare qualsiasi lavoro". Storie di ordinaria e italica follia burocratica, risolte agli inizi del 2000 grazie all'intervento della Provincia e dell'allora assessore Gianfranco Zonin. Passato di competenza della Provincia dal 2001, il Lago di Fimon è in quest'anni rinato grazie ai numerosi intereventi messi in atto da palazzo Nievo per il suo rilancio turistico-ambientale. Tutto bene, insomma, con un secondo stralcio di lavori già ai nastri di partenza, senonché, nell'agosto di quest'anno, la sorpresa: per una legge varata sui laghi di montagna ma estesa anche a tutti gli altri per una dimenticanza lessicale del legislatore, Fimon ritornava al Comune di Arcugnano essendo totalmente compreso al suo interno. "Cosa, per esempio, non valida per i laghetti di Laghi, dove una sponda è di quel piccolo comune e l'altra ricade nel territorio di Arsero". Per il sindaco Vittorio Zolla e l'assessore Claudio Tonellotto un colpo al cuore. Non tanto sotto l'aspetto affettivo quanto sotto quello economico. Di qui la decisione di trovare una intesa con la Provincia, che diventa ente appaltante . "Da parte nostra - sottolinea il primo cittadino arcugnanese - metteremo 70.000 euro, che per un comune come il nostro non sono affatto pochi. E poi ci accolleremo anche la manutenzione del lago. Altri 30.000 euro almeno". A rendere inevitabile la soluzione congiunta anche la paura di perdere i soldi della Fondazione Cariverona (150mila euro) e della Regione Veneto (50mila euro) destinati a ritornare indietro in caso di mancato utilizzo da parte della Provincia. "A Fimon - sottolinea Pellizzari - sono previsti ulteriori interventi per 438mila euro e non potevamo perdere questi contributi". Intanto riparte la gara per l'assegnazione dell'incarico professionale, sospesa dopo l'uscita della legge. Ruspe e cantieri potrebbero cominciare entro fine 2008-inizi 2009. Tra i lavori, oltre alla creazione di un percorso sicuro pedonale sulla strada principale, anche la ricostruzione fedele di una palafitta, ad uso didattico. |