| Per chi celebra il Natale religioso, nelle omelie dei due grandi appuntamenti liturgici che solennizzano il Natale (lunedì 24 dicembre alle ore 24 in cattedrale S. Messa nella Notte di Natale e martedì 25 alle ore 11 in cattedrale S. Messa nel Giorno di Natale) il vescovo di Vicenza, Mons. Cesare Nosiglia, invita tutti a riscoprire il grande bene che c'è attorno a noi e che proviene da persone che hanno scoperto Gesù come "la pienezza della pace e della giustizia, il compimento ultimo della felicità e della vita per sempre". Lo spunto per questa visione che dà uno sbocco positivo al nostro vivere, il vescovo lo prende da Santa Giuseppina Backita, una schiava del Sudan resa schiava fin da bambina e sottoposta a terribili esperienze di sofferenza fisica e morale. Vissuta tanti anni nella nostra terra e sepolta a Schio, Santa Bachita è stata indicata da Papa Benedetto XVI nella sua ultima enciclica "Spe salvi" come fulgido esempio di speranza per tutta l'umanità sofferente che viene privata della sua stessa dignità. "Le sue piccole speranze di trovare padroni meno crudeli - spiega il vescovo - hanno trovato in Colui che chiamava affettuosamente il suo definitivo «paron» la fonte della più grande speranza: quella di essere amata e resa libera figlia di Dio". Anche oggi gli esempi positivi non mancano, a cominciare da tanti giovani che trovano nel dono di sé agli altri la ragione di una vita bella, ricca di felicità e di amore: "Penso in particolare ai giovani che incontro in seminario. alle ragazze che vivono una scelta di amore assoluto a Cristo nel Carmelo di Monte Berico o in altri Istituti religiosi dediti ai più poveri. penso ai ragazzi dell'operazione Matto Grosso.". E il vescovo poi cita un passo significativo dell'enciclica dove il Papa afferma: Non è la scienza, la politica, l'economia e ogni altro potentato terreno che redime l'uomo. L'uomo viene redento mediante l'amore" (cfr. n. 26). Un gesto concreto di amore per la propria città i cristiani vicentini lo compiranno nei prossimi mesi, con la missione cittadina, quando si trasformeranno in missionari di speranza. Sì perché, conclude il vescovo: "Ogni sforzo umano, politico, economico e sociale pure importante è esposto al rischio dell'insuccesso perché è fragile e soggetto a tante contrapposizioni che sembra impossibile comporre. Solo chi conosce Dio e incontra il vero Dio che Gesù ci rivela e ci dona, può cambiare se stesso, dentro il cuore e farsi così promotore di un rinnovamento anche della città. Perché nulla è impossibile a Dio". |