| K2, la montagna perfetta. Una piramide di roccia scolpita, che penetra nel cielo. Fino a 8611 metri, sulla soglia dell'infinito. Da oltre mezzo secolo, da quando la cima venne raggiunta per la prima volta da Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, è per tutti "la montagna degli italiani". Scalare il K2 significa entrare nell'olimpo dell'alpinismo di tutti i tempi, appartenere a una cerchia ristretta, a una élite selezionata. Mario Vielmo il 20 luglio 2007 si è iscritto a questo club esclusivo. Lo ha fatto anche per ricordare due vicentini che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia dell'alpinismo: Gino Soldà e Renato Casarotto. A loro ha voluto dedicare la vetta del K2, la montagna degli italiani e ora, grazie all'alpinista di Lonigo, anche dei vicentini. | |
| K2, la vetta infranta (edito dal padovano Francesco Cappellari, anch'egli valente alpinista e scalatore di 8.000) non è un libro come tanti altri. Racconta le fasi salienti di una esperienza unica, emotivamente intensissima: il lungo viaggio di avvicinamento sul ghiacciaio Baltoro, l'impegnativa scalata, la vetta raggiunta da tre componenti la spedizione, Nardi, Vielmo e Zavka. Una gioia, quella per l'impresa compiuta, purtroppo durata poco. L'avventura infatti, ha avuto un epilogo tragico e dolorosissimo, dovuto alla scomparsa, durante la discesa nella notte verso campo 4, della guida alpina umbra Stefano Zavka. Per questo il libro si intitola "K2, la vetta infranta", perché la morte di Stefano ha di fatto mandato in mille pezzi un sogno, quello di calcare la cima della seconda vetta del pianeta, che la spedizione italiana era riuscita a rendere, con merito, straordinaria realtà. Il libro, scritto dal giornalista e scrittore Claudio Tessarolo che ha partecipato alla spedizione in Karakorum come inviato del Giornale di Vicenza, è corredato da numerose foto a colori e propone in esclusiva il diario di Mario Vielmo, (l'ultimo ad aver visto Zavka ancora in vita), dei giorni trascorsi dal gruppo K2 Freedom nella "zona della morte", sui fianchi della più affascinante e difficile montagna del mondo. |