| Ma c'è di più: l'unico successo riscontrato al "Menti" risale al 5 maggio scorso (2-0 al Modena) e lo score complessivo delle partite casalinghe parla di 1 sola vittoria, appunto, di 6 pareggi e di ben 8 sconfitte. Come dire che puntare tutto sull'effetto Menti, come sembrano suggerire i critici superficiali è non solo azzardato ma addirittura insensato. Con un bilancio negativo di tali proporzioni qualsiasi allenatore sarebbe stato probabilmente allontanato senza il beneficio di una chance supplementare. Così non è stato per Gregucci, che può contare per sua fortuna su una fiducia testimoniata in maniera ferrea dalla società, un Gregucci chiamato tuttavia a produrre risultati concreti evitando i soliti giri di parole in chiave di giustificazione. Detto questo, Gregucci può essere chiamato in causa al massimo come correo, non certo come responsabile unico del fallimento. Rimangono infatti da chiarire i tanti perché di certe scelte francamente avventurose, compresa l'ultima, quella che ha portato in biancorosso Zampagna con un sacrificio economico a dir poco inaudito. La speranza è che questo attaccante che vola verso le 34 primavere riesca a far volare anche il Vicenza nelle battute conclusive della stagione. Meglio spedire preventivamente in archivio, infatti, tutte le considerazioni negative che un eventuale deprecabile passo falso innescherebbe. A questo punto è chiaro che soltanto un ricordo massiccio al mercato di riparazione (Vignoni è al lavoro da tempo) potrà consentire al Vicenza di uscire dalla situazione di impasse che lo sta caratterizzando. Per fortuna il livello delle avversarie dirette è talmente mediocre (parliamo di Ravenna, Spezia e Cesena soprattutto, ma anche del Bari) da consentire un recupero abbastanza agevole. A patto naturalmente che si eviti ogni valutazione superficiale (il buonismo di certi critici non paga) e che ci si renda immediatamente conto della necessità di voltare al più presto pagina. |