| Una vittoria scacciacrisi con il contributo inalienabile della Dea Bendata. Onestà critica impone di analizzare il successo di Mantova senza un filo di enfasi. Perché è vero che sotto il profilo mediatico ha avuto comprensibile eco la dedica a Gregucci, salvato dai giocatori dopo il licenziamento; ma è altrettanto vero che la squadra, pur generosa, ha avuto la fortuna di incontrare un Mantova letteralmente sulle ginocchia. Vita facile, insomma, per una vittoria provvidenziale. Ci ritroviamo ora con una classifica meno compromessa e con tutta una serie di novità piacevoli da enumerare: un modulo come il 4-4-2 che rappresenta il ritorno alla logica; il contributo sostanziale del professor Bernardini in regia (al suo fianco sta crescendo anche Morosini); la presenza di due esterni "a percussione" come Masiello e Raimondi. | |
| Il tutto da valutare naturalmente entro i limiti rappresentati da un avversario di comodo quale si è rivelato il Mantova. Dicevamo del contributo della fortuna, già palesatosi a pochi minuti dal fischio d'inizio. L'uscita di scena di Capone ha indotto infatti Gregucci a variare il modulo (il 4-3-2-1 oppure il 4-3-1-2 a seconda dell'impiego tattico di Matteini) optando per un ben più affidabile 4-4-2. Squadra più equilibrata, quindi, e un gioco che si è sviluppato con maggiore continuità proprio lungo le linee esterne, dove il Mantova apparire più vulnerabile nell'imbarazzante Calori e nell'ormai spompatissimo Balestri. Nonostante ciò, dopo il gol del 2-1 realizzato da Do Prado, il Vicenza ha rischiato addirittura di farsi raggiungere anche se ha avuto la forza (e la fortuna) di piazzare ancora con Raimondi il sigillo definitivo. L'importante, al di là del risultato, è che la squadra si sia lasciata alle spalle le scorie velenose del dopo partita con il Bari, con il tira e molla traumatico di Gregucci e con la ridda di nomi presi in considerazione per la panchina (si è parlato a dismisura di Zenga ma si è trascurato Galeone, che sarebbe stato invece il prescelto suscitando una reazione furibonda nello spogliatoio). Il tutto in una proiezione che impone ora, nello scontro diretto di sabato con il Cesena, di trovare quantomeno continuità. La vera vittoria scacciacrisi sarebbe rappresentata infatti dalla violazione del "Menti", che non regala una vittoria al Vicenza dal 5 maggio scorso, allorché venne sconfitto il Modena. |