| Il volume è curato da Antonio Dal Lago, responsabile del museo vicentino: "E' un'opera che celebra giustamente il glorioso passato della struttura - afferma - ma è bene che d'ora in avanti si guardi anche al futuro. Mi auguro che la prossima amministrazione comunale possa valorizzare al meglio il museo". I contributi dedicati alla storia delle collezioni e quelli sulle ricerche più recenti o ancora in corso evidenziano il notevole contributo che il Museo ha dato e può dare allo sviluppo della conoscenza scientifica, naturalistica e archeologica del nostro territorio e non solo.Nell'ambito delle scienze naturali il Museo vanta una storica frequentazione di studiosi di altissimo livello che si perpetua nell'attuale fitta rete di collaboratori, e nei diversi progetti di ricerca che spesso sfociano in importanti pubblicazioni monografiche a cura del Museo, o trovano spazio nelle pagine della rivista scientifica "Natura Vicentina", curata dall'istituto e arrivata alla decima edizione. Lo stesso si può dire della sezione archeologica, la cui indagine apre scenari di incredibile interesse sia sotto l'aspetto propriamente storico-archeologico legato ai reperti, che sotto quello umanistico della storia del collezionismo. E' il caso, per fare solo un esempio tratto dai contributi del volume, della "riscoperta" del medagliere civico, un fondo museale ancora poco conosciuto, ma che riserva notevoli sorprese per la quantità e la qualità del materiale che vi si conserva. E' in questo senso che Giacomo Giacobini, presidente dell'Associazione Nazionale Musei Scientifici, nella presentazione del volume coglie con chiarezza le linee di sviluppo del Museo Naturalistico Archeologico: non solo arricchimento delle sue collezioni, ma anche promozione di ricerche e collaborazione attiva e coordinata di una fitta rete di appassionati e qualificati ricercatori. Il futuro fisico e ideale del Museo è delineato nei due interventi conclusivi. Nel primo intervento l'architetto Nicola Di Battista, vincitore del concorso di idee promosso dall'Amministrazione comunale nel 2000, prospetta il progetto di riordino dell'intero complesso claustrale, con il recupero dell'ala orientale dei due chiostri e della Biblioteca Domenicana, distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il recupero di questi spazi offrirebbe la possibilità di organizzare un nuovo Museo: una struttura di ampio respiro e con soluzioni espositive e didattiche moderne, un luogo capace di dialogare con la scuola e in grado di moltiplicare le potenzialità della struttura sia come sede espositiva che come centro di ricerca, oltre che di divulgazione. Nel secondo intevento Michele Lanzingher, direttore del Museo di Storia Naturale di Trento e promotore del nuovo Museo scientifico di quella città, porta l'attenzione sulle necessità evolutive di un mondo culturale che cambia rapidamente e che genera bisogni e interessi ai quali si deve tentare di dare adeguate risposte. Le proposte di Lanzigher risultano stimolanti e lungimiranti sin dalla prospettiva di considerare il Museo come un vero e proprio agente culturale e sociale della città del futuro, la città che urbanisti, economisti e sociologi prefigurano come la città della cultura. |