| Secondo l'ultima indagine dell'Antitrust "i prezzi al consumo attualmente praticati dalla GDO nel comparto ortofrutticolo non sono inferiori a quelli praticati dalle altre tipologie di vendita e, in particolare, risultano sensibilmente superiori a quelli praticati dai mercati rionali e dagli ambulanti". È quanto riferisce la Coldiretti vicentina nel sottolineare che anche per favorire un contenimento dell'inflazione occorre promuovere una maggiore presenza sugli scaffali dei supermercati di prodotti locali del territorio, poiché "le analisi effettuate hanno mostrato come la distribuzione moderna, nel settore ortofrutticolo, non riesca in maniera estesa ad organizzare la propria attività minimizzando i passaggi intermedi: il ricorso all'acquisto diretto dal produttore riguarda, infatti, solo il 23 per cento circa dei casi rilevati dalla Guardia di Finanza", secondo l'indagine conoscitiva dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. | |
| "Si tratta - sottolinea il presidente provinciale Coldiretti Diego Meggiolaro - di un intervento necessario per ridurre la forbice dei prezzi tra imprese agricole e consumatori con la distribuzione moderna, che rappresenta attualmente circa il 52 per cento delle vendite al dettaglio degli ortaggi e della frutta (49 per cento negli ortaggi e 54 per cento nella frutta), con i canali tradizionali che pesano per circa il 40 per cento. Occorre valorizzare nella distribuzione commerciale la produzione locale, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo economico generale, ma anche di assicurare una crescita sostenibile dal punto di vista ambientale per le ricadute che tali cibi hanno sul territorio. Garantire una maggiore presenza di prodotti locali non è solo un contributo alla libertà di scelta dei consumatori, ma rappresenta un contributo all'integrazione delle aree commerciali con il tessuto economico, produttivo e culturale". Esiste pure una norma di legge che favorisce questo processo. "Per raggiungere questo obiettivo - prosegue il presidente Diego Meggiolaro - l'Italia dispone di un importante riferimento normativo, la legge 231 del 2005, che contiene una norma fortemente sostenuta dalla Coldiretti per favorire la presenza di prodotti agricoli regionali nella moderna distribuzione, attraverso accordi di filiera. La disposizione stabilisce che nelle grandi strutture di vendita e nei centri commerciali siano posti in vendita prodotti provenienti dalle aziende agricole ubicate nel territorio delle regioni interessate in una congrua percentuale, da definire sulla base di intese di filiera, rispetto alla produzione agricola annualmente acquistata. Bisogna lavorare per queste intese, che rappresentano un contributo al consumo responsabile legato alla salvaguardia dell'ambiente e alla tutela della tradizione produttiva che si va consolidando nelle scelte di acquisto dei cittadini in tutti i paesi sviluppati e che significa nuove opportunità di sviluppo per le imprese della filiera agroalimentare made in Italy". |