| Ancor più indecifrabile, tuttavia, è il fatto che il presidente Polato abbia espresso in prima persona la propria solidarietà e la propria incondizionata fiducia all'allenatore Gregucci ribadendo l'intenzione di confermarlo sulla panchina anche per la prossima stagione. Diciamo questo perché nessuno, tra i tifosi vicentini, può aver rimosso il ricordo di quel pranzo di lavoro che ha visto l'avv. Polato sedersi attorno al tavolo di un ristorante di Creazzo insieme con Walter Zenga destinato a sostituire, nelle intenzioni, proprio Gregucci. Fiducia incondizionata a Gregucci, dunque, e sua conferma in panchina per la prossima stagione in vista di un progetto nel quale la società "crede ancora fortemente". Era proprio necessario ribadirlo in termini così espliciti ? A parte il fatto che Gregucci ha un contratto valido fino al giugno 2009 e quindi deve ritenersi riconfermato a tutti gli effetti, è giusto chiedersi infatti fino a che punto puntare in maniera cieca su un allenatore così tenacemente inseguito dalla sfortuna (non parliamo qui di qualità tecniche, peraltro ancora da dimostrare) possa e debba ritenersi produttivo. Un progetto si porta avanti quando è suffragato dai risultati. In mancanza di risposte concrete, è indice di saggezza scegliere strade alternative, anche per dare alla piazza un segnale chiaro di cambiamento. Così non è stato. E allora viene da pensare che la riconferma di Gregucci rappresenti un segnale (di continuità, non certo di cambiamento) da dare soprattutto ai giocatori. E' tuttavia un'arma a doppio taglio se è vero che in tal modo si fornisce loro l'ennesimo alibi. Qualora il Vicenza non riuscisse a risollevarsi dalla crisi la colpa, agli occhi di tutti, sarebbe infatti sempre e soltanto del capro espiatorio designato come tale -è un paradosso, ma non troppo- proprio dalla riconferma anticipata. Parliamo, naturalmente, di Angelo Gregucci. |