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Pasqua dello sportivo: un momento di riflessione con tanti campioni
"RETE! La Pasqua dello Sportivo" è l'evento che si è tenuto lunedi 17 marzo al Palazzetto dello Sport di Vicenza: un momento per fare festa ma anche per riflettere insieme nel cammino del Sinodo Giovani, organizzato dal CSI insieme al Coni e alla Pastorale Giovanile della diocesi berica. Oltre alla presenza del vescovo Cesare Nosiglia, il parterre era affollato di atleti che non solo hanno ottenuto risultati eccellenti nella propria disciplina ma che si sono resi esempio del connubio fra fede ed attività sportiva. Addirittura tre i campioni in rappresentanza del Vicenza Calcio: il veterano Toto Rondon, il "capitano" Mimmo Di Carlo e l'amatissimo idolo della curva Sud Julio Gonzalez.
Julio Gonzalez

Non è voluto mancare il campione olimpico di lancio del disco Diego Fortuna e sono state invitate ad esprimere la loro esperienza anche due giovanissime promesse del Volley Vicenza, Paola Colarusso e Irene Gomiero; a sorpresa, è arrivato anche Kristian Ghedina, in compagnia dell'ex portiere Diego Murari, altro esempio di come lo spirito sportivo riesca a tener testa anche alle malattie più gravi; in rappresentanza del CSI, Massimo Achini, presidente della sezione di Milano.

Dopo una emozionante introduzione musicale a rompere il ghiaccio è stato Di Carlo, che ha spiegato come, nonostante il mondo del calcio professionista, cui appartiene da 25 anni, sia distante dai valori cattolici è "comunque possibile mantere la propria fede, che rappresenta un ideale e una forza interiore". Da conoscitore del settore giovanile, in particolare, ha voluto sottolineare l'importanza di formare i giovani atleti non solo dal punto di vista fisico ma anche, e soprattutto, etico e morale.

Il microfono è passato poi a Julio Gonzalez, cui è stato chiesto quanto ha contribuito la fede nel suo incerdibile recupero: "Tre cose hanno fatto sì che io, non solo sia tornato in campo, ma che stia giocando di nuovo nel calcio professionista: la fede, la mia famiglia e gli amici. Nei momenti di più grande sconforto - ha ricordato Gonzales tra la commozione dei presenti - ho capito il valore delle serate trascorse con mio padre a leggere la Bibbia".

Anche Kristian Ghedina, pluricampione di sci, ha avuto degli stop nella sua carriera, uno particolarmente grave a causa di un incidente automobilistico: "è stato grazie alla mia educazione sportiva - ha detto - se non mi sono fermato davanti agli ostacoli ma ho continuato a credere; lo sport, qualsiasi disciplina, insegna a non mollare, a non piegarsi di fronte alle difficoltà, perchè una sconfitta può diventare la vittoria di domani, oltre alla lezione di oggi".

A Toto Rondon, Laura ha fatto una domanda particolare, sul significato del segno della croce che molti giocatori si fanno prima di scendere in campo: la gloria biancorossa non si è ritirato nelle banalità ed, anzi, ha "accusato" molti calciatori di farne un uso superficiale, quasi "scaramantico: "alcuni invece - ha, però, concluso - denotano vera fede quando lo fanno: penso all'esperssione nel volto di Kakà, per esempio".

Un pò emozionate dalla presenza di campioni di quel livello, è stata poi la volta della testimonianza di Paola e Irene, che hanno spiegato come il "gioco di squadra" sia la vera carta vincente del loro sport, la pallavolo: "quando si gioca insieme anche le piccole rivalità di squadra rientrano in un rapporto di amicizia e poi ci sono i valori dello sport a tenerci unite" hanno detto.

Il Presidente del CSI di Milano, Massimo Achini ha invece incentrato il suo intervento sull'importanza dei momenti di riflessione nello sport, perchè, al fianco dell'attivita agonistica e quotidiana, "è fondamentale il confronto verbale ed emotivo in momenti di incontro come questa Pasqua dello sportivo.

L' "Alleluja" ha aperto il momento della preghiera cui è seguita l'esibizione delle ragazze dell'Associazione sportiva gimnica vicentina: due esercizi che hanno coinvolto il pubblico e stupito perfino gli sportivi più esperti, per gli elementi di spettacolarità eseguiti anche dalle più piccole. Sono toccate al Vescovo Cesare Nosiglia le conclusioni dell'evento: ricordando il suo passato di calciatore, Monsignore non ha potuto che incoraggiare i giovani a continuare a praticare lo sport, anche se in certi ambienti può nascondere pericoli e insidie, perchè non è solo un modo per migliorarsi fisicamente ma anche per acquisire la capacità di impostare la vita nell'amicizia, nella lealtà e nella perseveranza: "ne può nascere un mondo di pace". "Vi invito a diverntare testimoni di una vita sobria e modello di generosità - ha poi aggiunto Nosiglia - Lo sport può dare una scossa favorevole e positiva a tutta la società".


18/03/2008

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