| Il progetto si è sviluppato in questi ultimi anni grazie ad un finanziamento della Fondazione Cariverona. "L'Agenzia Inserimento Lavorativo del Prisma - spiega il responsabile dott. Daniele Grimaldi - continua a considerare il lavoro come uno strumento di riabilitazione e occasione per re-integrarsi a pieno nel tessuto del territorio. Collaboriamo in primis con la Casa Circondariale e con i Servizi Sociali del Ministero di Grazia e Giustizia e poi con tutte le associazioni vicentine che hanno come fine il recupero sociale del detenuto". L'inserimento lavorativo dei detenuti è un servizio che trova riconoscimento nella stessa Costituzione Italiana, che all'articolo 27 stabilisce il valore riabilitativo delle pene, che "devono tendere alla rieducazione del condannato". Il lavoro diventa così una vera occasione di promozione sociale ed umana, di inclusione sociale e di autonomia. Nel concreto l'educatore dello sportello polinformativo è a disposizione tutti i giovedì mattina dei detenuti che fanno richiesta di colloquio. Un servizio che permette di orientare la ricerca di un lavoro una volta scontata la pena, rendendo più accessibile l'inserimento sia in aziende che in cooperative sociali associate al Prisma. Già dal '96 il Consorzio opera per l'inserimento lavorativo dei detenuti: un insieme di attività fatto di contatti, ascolto e ricerca di possibilità di occupazione svolto in collaborazione con l'amministrazione penitenziaria. Da maggio 2005 si è potuto potenziare il servizio proprio grazie al contributo della Fondazione Cariverona. Oltre all'attività dello sportello all'interno della struttura carceraria, infatti, il servizio prevede anche una serie di contatti esterni con realtà produttive al fine di giungere alla definizione di percorsi lavorativi personalizzati, che per il detenuto diventano occasione di reinserimento sociale. Con un vantaggio significativo anche per la società, che riesce così a creare i presupposti per evitare alla persona di cadere di nuovo, una volta fuori, nella "tentazione" della delinquenza. L'attività si rivolge ai detenuti che per le caratteristiche della pena possono beneficiare di misure alternative, oppure a quelli già nella fase finale del periodo di detenzione e quindi in grado di iniziare a progettare un futuro da persone "normali". |