| L'itinerario espositivo, ospitato nella preziosa cornice del salone del Palazzo Vescovile, segue infatti il racconto evangelico mettendo in mostra beni di sicuro livello qualitativo che permettono una interessante ricognizione della vicenda artistica locale dal XV secolo all'età contemporanea. Alcune delle opere esposte appartengono alle collezioni museali diocesane anche se la maggior parte dei materiali provengono da numerose chiese della Diocesi vicentina di cui si sono voluti valorizzare e recuperare alcuni pregevoli manufatti prestando particolare attenzione a dipinti poco noto o inediti. E i risultati di tale operazione non si sono fatti attendere. Le opere in mostra rivelano infatti importanti e sorprendenti testimonianze di una tradizione artistica locale di qualità, fortemente legata alla committenza ecclesiastica La mostra propone dunque una narrazione della storia sacra per immagini, documentando parallelamente l'attività di alcuni tra gli artisti più noti del panorama artistico vicentino quali Alessandro Maganza e la sua bottega, Giulio Carpioni, Costantino Pasqualotto e Antonio De Pieri di cui è presente in mostra un inedito ed ispirato dipinto raffigurante la Samaritana al Pozzo. Presenti inoltre alcune tele di ambito bassanese: una non ancora nota Ultima Cena, lavoro di Giovan Battista Volpato e un Cristo morto sorretto da angeli attribuito in questa sede a Francesco Trivellini. Non mancano all'appello anche presenze "foreste": i veronesi Alessandro Turchi autore di una intensa Orazione nell'orto, Dionisio Brevio, Felice Cignaroli, nonché Gianbattista Zelotti. Veneziani sono invece Domenico Tintoretto e Girolamo Brusaferro presente con il "festevole" ciclo con Storie di Cristo. Ma si segnalano anche opere estranee alla cultura artistica più strettamente veneta: un singolare bozzetto che riproduce il grandioso soffitto barocco della basilica dei santi Apostoli di Roma lavoro del genovese Gaulli, un vivace Noli me tangere, unica opera registrata sul nostro territorio dell'artista marchigiano Giuseppe Diamantini e un prezioso rilievo in alabastro di produzione inglese del XV secolo. Significative sono anche le opere scultoree: un inedito Crocefisso ligneo da riferirsi all'ambito di Antonino da Venezia, ed il gruppo con Sacra Famiglia attribuito in questa sede a Giacomo Cassetti allievo di Orazio Marinali. Non si trascurano infine alcune testimonianze della produzione artistica sacra dei secoli XIX e XX. In particolar modo si segnala la grande tela che riproduce l'episodio della Cena in casa di Simone, opera di Virgilio Guidi, unica prova a soggetto sacro del pittore romano, realizzata a risarcimento dei danni subiti dalla parrocchiale di Forni di Velo d'Astico durante la Grande Guerra. Historia Christi" è dunque un percorso di scoperta della fede che si racconta nell'arte offrendo l'occasione di comprendere come le immagini sacre siano sempre state per i cristiani quella "grammatica" visiva che aiuta la conoscenza della Parola di Dio, testimonianza della fede che ha saputo trovare nella produzione artistica e nella creatività la maniera di esprimersi interpretando e di farsi leggere intuendo per un percorso all'insegna del colore veneto e della storia evangelica che lascia - per primo - il cuore e la mente avvolti da infinite suggestioni. |