| Il problema è tristemente noto. Molte ragazze (ma il fenomeno si sta purtroppo espandendo anche ai ragazzi ed alle sonne adulte) hanno un cattivo rapporto con il proprio corpo e la propria immagine, al punto da innescare meccanismi irreversibili di dimagrimento che possono portare disturbi psicologici gravi e persino la morte. Nei giorni scorsi si è tenuto a Vicenza un importante congresso, dal titolo significativo "Cibo del Futuro e Futuro del Cibo", X Congresso Nazionale Ansisa (Associazione Nazionale Specialisti Scienza Alimentazione). Tra i temi affrontati appunto quello dell'anoressia e la soluzione proposta dagli esperti va in una direzione inedita, crecando di dialogare con questi malati usando il linguaggio aq loro più consono: quello di internet, dei blog, di Second Life... Ed ecco che presto arriverà quindi il primo sportello "virtuale" per trattare anoressia a bulimia: la strategia è infatti quella di utilizzare la rete, in particolare Second Life, perchè questi sono strumenti che le ragazze conoscono bene e che utilizzano anche per comunicare tra di loro nel delirante tentativo di dimagrire spesso fino alla morte. Sulla rete sorgono infatti in continuazione siti che offrono alle ragazze , spesso in maniera incontrollata e non scientifica, decaloghi su come annullare il proprio corpo senza farsi scoprire. Il tentativo quindi è quello di utilizzare lo stesso linguaggio delle giovani per aiutarle, ma attraverso una informazione scientificamente ed eticamente corretta L'Ansisa e la Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Fisdca) si propongono quindi di creare al più presto uno sportello virtuale su Second Life sempre a disposizione delle ragazze afflittte da disturbi alimentari. | 
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| . sull'ipotesi gli esperti si sono confrontati nei 4 giorni di congresso sulla base delle osservazioni offerte dall'esperienza di Gianluca Nicoletti (nella foto) che ha vissuto per 6 mesi in Second Life raccontando le regole della realtà virtuale nel volume "Le vostre miserie il mio splendore". Su Second Life accedono circa 500 mila italiani, di cui 25 mila sono assidui frequentatori, su un totale di 15 milioni di abitanti della realtà virtuale nel mondo, con un'età media dai 25 ai 45 anni. Fino ad oggi esperienze simili sono state avviate a livello personale da alcuni terapeuti negli Usa ma non risulta sia finora nato un percorso di cura con gli obiettivi così definiti come quello concepito a Vicenza.. |