| Il nuovo album però, terzo dopo i primi due interamente dedicati a Lucio Battisti, rappresenta una svolta ripetto alle precedenti fatiche musicali. La prima novità infatti è proprio questa, nessun brano del cantautore di Poggio Bustone, ma un ampio sguardo sulla canzone d'autore italiana a partire dalla fine degli anni '50, fino ai cantautori più noti degli anni '70 e '80, senza dimenticare la scuola genovese e un omaggio ad alcuni grandi interpreti di quegli anni.
Modugno, Tenco, De Andrè, Bennato, Dalla e De Gregori sono alcuni dei nomi che l'interprete vicentino ha inserito nel suo nuovo disco, affrontati (con la consueta cura negli arrangiamenti ad opera di Patrizio Baù), con il suo stile rispettoso degli "originali", senza tuttavia tralasciare lo slancio della sua vocalità e la sua poesia. Un paio di brani risultano invece velatamente jazz, grazie agli arrangiamenti di Ettore Martin e dello stesso Baù, e c'è un duetto con la cantante Francesca De Mori, ma lasciamo agli ascoltatori il gusto di scoprirli. | |
|  La seconda e importante novità riguarda invece la presenza di una canzone inedita, che per la prima volta Bruno Conte presenta in un suo disco e che dà il titolo all'album. L'Aria di Aprile (B.Conte-P.Baù) è infatti il brano di apertura, un segnale forte probabilmente atteso da molti, indice di maturità artistica e l'inizio probabile di una nuova strada da percorrere. L'album è già in vendita nei migliori negozi di dischi in città e provioncia e può essere un'ottima idea per un regalo di Natale all'insegna della buona musica d'autore. |