| News / Pubblica utilità |  | DA "SECCHIONI" A "MINI-PROF". | | In una scuola di Vicenza gli studenti più preparati danno una mano ai meno bravi. In premio libri e buoni spesa. Nasce così la "peer education". | Diciamo la verità... la figura del secchione ha sempre rivestito trasversalmente un ruolo un po' antipatico. Studenti in genere sfacciatamente superiori nell'apprendere le nozioni scolatiche, ma non per questo necessariamente più intelligenti.. solo probabilmente più efficienti nel rapporto con lle nozioni da memorizzare. Personaggi che nell'immaginario collettivo, enfatizzato da innumerevoli film adolescenziali, hanno assunto le sembianze di esseri quasi di un altro pianeta. Distaccati, a volte snob, certamente lontani dalle umane debolezze e per questo a volte emarginati dal gruppo degli studenti "normali". |
| Oggi però questo stereotipo sta per cambiare forse definitivamente. Un istituto scolastico vicentino, il "Da Schio", ha pensato di trasformare un "problema" in un'opportunità... I ragazzi di seconda, terza e quarta con una media generale molto alta e voti non inferiori all'otto nell'area specifica daranno una mano ai loro compagni durante i corsi. Dopo un periodo di test dell'iniziativa, coinciso con la sperimentazione estiva degli studenti-mini prof chiamati a dare una mano ai compagni con qualche difficoltà, all'istituto professionale Da Schio di Vicenza hanno pensato bene di estendere questo originale metodo a tutto l'anno scolastico, creando un apposito sportello permanente di recupero, gestito proprio dai ragazzi più bravi. | |
| Il progetto, come confermato dal preside Enrico Dalle Femmine, è ancora in fase sperimentale, ma se andrà in porto, un pomeriggio alla settimana gli alunni delle classi seconde e terze del Da Schio potrebbero fermarsi a scuola per approfondire insieme ai loro compagni più ferrati le materie più ostiche. I mini-tutor potrebbero essere chiamati a continuare il loro ruolo, che in epoca digitalizzata gli esperti hanno ribattezzato «peer education», ovvero l'educazione tra pari.
 Ma la cosa ancora più interessante è che a fare da "prof" sono spesso proprio alunni non italiani... Ragazzi indiani, serbi e cinesi, molto bravi in alcune materie, che hanno partecipato al corso come «insegnanti, supervisionati da un docente incaricato di seguire il progetto. E' accaduto così che a far comprendere i «misteri» della matematica ad esempio, fossero studenti che, pur non masticando perfettamente l'italiano, si sono dimostrati dei piccoli geni in questo campo. E a chi ha fatto il «mini prof» durante l'estate viene assegnato un premio (simbolico)... un libro di testo inerente la materia che ha insegnato durante i corsi di recupero ed un buono di spesa messo a disposizione dal comitato genitori. L'iniziativa era nata per dare la possibilità di non pagare le ripetizioni in vista dell'esame di recupero di settembre e per sopperire alla mancanza di fondi dell'Istituto per queste finalità. Due problemi risolti, quindi, con una sola mossa... al "Da Schio"! |