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TROVARE LAVORO A VICENZA. I CONSIGLI DI UN ESPERTO
Intervista esclusiva a Luigi Poncato, che ci spiega i segreti per districarsi in un mondo lavorativo sempre più complesso.

Luigi Poncato si occupa da più di trent'anni di selezione del personale (è Presidente di Studio Centro Personale), da più di dieci anche di lavoro interinale (è AD di Agenzipiù, agenzia per il lavoro autorizzata a svolgere attività di somministrazione del personale, di ricerca e selezione, di collocamento e di outplacement): per questo gli abbiamo chiesto come vede il momento attuale.
Occupazione, crisi economica, cassa integrazione: una chiacchierata di ampio respiro su temi che toccano tutti, imprese e famiglie, con risvolti personali e sociali non ancora del tutto prevedibili.


Quali sono i contraccolpi dell'attuale situazione economica per società come le vostre?
La nostra attività è rivolta alle aziende, prevalentemente private. È inevitabile essere pertanto toccati dalle medesime difficoltà che condizionano tutto l'andamento dell'economia. Dobbiamo fare leva, da una parte, sulla continuità che ci lega da molti anni ad alcuni clienti che possiamo definire "storici", nello stesso tempo stiamo allargando la gamma dei nostri servizi, inserendo la ricerca e la selezione del personale, che resta il cuore del nostro lavoro, in un contesto più ampio di consulenza all'impresa: formazione, valutazione ed analisi nella gestione aziendale del personale. Inoltre l'attività di somministrazione, pur avendo subito una forte contrazione, mantiene una sua vitalità, proprio perché, in queste fasi, assume in pieno il ruolo per cui ha preso avvio: offrire, attraverso l'impiego temporaneo di alcune persone, la necessaria elasticità occupazionale alle aziende. Cioè, dove possibile, alleggerire i costi fissi.

Ma questo vuol dire anche creare una sacca di lavoratori precari e di potenziali tensioni sociali, non crede?
Siamo alla solita logica: viene prima l'uovo o prima la gallina? Il mercato del lavoro ha da molti anni messo in luce l'esistenza di una fascia di occupati "instabili". Le imprese, di fronte alla necessità di ridurre il costo del lavoro, hanno trovato risposta nel lavoro cosiddetto sommerso, spesso mascherato da "cooperative di lavoro" e da contratti poco ortodossi.

La normativa sulla somministrazione di personale diventa una garanzia ed il miglior trattamento per queste persone. Infatti: l'attività è svolta da agenzie rigorosamente e strettamente vigilate dal Ministero, i contratti di assunzione devono rispettare canoni imposti per legge, le retribuzioni dei somministrati sono le stesse dei lavoratori direttamente assunti dall'azienda (compresi benefit, premi ed ogni onere accessorio). Le leggi sul lavoro interinale (prima Treu e poi Biagi) non creano precari, piuttosto prendono atto di una situazione pregressa ed offrono un'opportunità di legalizzazione al sommerso. Inoltre, vista l'alta percentuale di persone che vengono "di fatto" confermate a tempo indeterminato, il meccanismo della somministrazione diventa una premessa al lavoro stabile.


Tutto va bene allora? Le difficoltà di trovare lavoro sono un'invenzione di radio, TV e stampa?
Non ho detto e non volevo dire questo, per carità. È necessario però guardare le cose con attenzione, attraverso un'analisi distaccata, mettendo in funzione sicuramente il cuore e la pancia, ma prima il cervello. Innanzitutto bisogna prendere atto che la situazione di crisi partita nel 2007 ha caratteri ben definiti: è mondiale, è profonda, è lunga. Inevitabilmente lascerà un forte segno. Anche nel mercato del lavoro. In questo momento, però, nessuno è in grado di prevedere quanto sarà lacerante quel segno. Partendo da queste considerazioni sarebbe disastroso formulare ipotesi di facile ottimismo. Tuttavia nemmeno una visione catastrofistica può aiutare. Infatti pare sicuro che il sistema economico saprà reggere e sopravvivrà all'attuale fase. Trovare lavoro, trovare un impiego in linea con i propri studi, adeguato alle proprie aspirazioni, che risponda alla personale visione del futuro non è facile, ma sono certo che è ancora possibile. Bisogna però alzarsi sulle punte: il prossimo impiego potrà essere a Vicenza o in Veneto o in Nord Italia o in Italia o in Europa o in un altro Continente.

Ancora incertezze? Ancora emigrazione? Sradicamento?
Al contrario: la garanzia che si può sempre contare sulle proprie forze, che le proprie competenze saranno riconosciute in qualche parte del mondo, che il mondo è più piccolo di ieri. Ho amici che hanno figli che lavorano in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Burundi. Però ho anche amici che hanno figli che, senza alcuna "raccomandazione" ma decisamente brillanti, sono stati richiesti in strutture ospedaliere subito dopo la laurea in medicina, a Padova piuttosto che a Schio.

Ma le persone che non rientrano fra le eccezioni che devono fare per lavorare?
Devono a loro volta diventare tutte eccezioni. La qual cosa potrebbe rendere ancora tutti uguali. Come dicevo: bisogna alzarsi sulle punte. Attraverso lo studio, l'impegno, la ricerca di contatti, la promozione di se stessi, la disponibilità a muoversi nel mondo, la concentrazione sul proprio futuro. Certo, non basta più un "titolo" di studio, bisogna continuare a studiare per tutta la vita lavorativa. Non basta più un inglese scolastico, bisogna almeno portarlo ad "inglese da sopravvivenza". Non basta più conoscere "Office" così-così, bisogna affrontare almeno Word ed un foglio di calcolo con scioltezza. Soprattutto bisogna saper guardare dentro se stessi per analizzare e superare i propri limiti, ma anche per assecondare i propri desideri, le proprie attitudini ed i propri naturali orientamenti. Lo sforzo è quello di trovare la combinazione che fa emergere il superenalotto che ciascuno si porta dentro.


APPROFONDIMENTI E CONTATTI SU VICENZA.COM:
STUDIO CENTROPERSONALE


15/10/2009

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