Per valorizzare l’impronta di Scarpa e dare nuovi spazi alla Città Dal connubio tra un edificio storico della Città Berica e il lavoro di un maestro dell’architettura contemporanea quale Carlo Scarpa nasce negli anni ’60 un Palazzo dalle caratteristiche inedite e di grande valore artistico. Siamo a Palazzo Brusarosco Zaccaria – Casa Gallo in Contrà Porta Santa Croce 3, dove oggi ha sede la Biblioteca Internazionale La Vigna. Grazie alla collaborazione tra il Presidente dell’Ente, Mario Bagnara, e AMCPS, questo edificio unico nel suo genere sarà presto messo a disposizione dell’intera cittadinanza, offrendosi come ampia sede espositiva a disposizione dell’attività culturale del centro vicentino. Per il grande rilievo scientifico rivestito dal restauro di Palazzo Brusarosco, anche la Regione del Veneto contribuisce alla realizzazione dell’intervento, oggi in fase terminale: l’ente regionale ha già messo a disposizione un contributo di trecentomila euro, inseriti fra gli interventi programmati per il Centesimo Anniversario della nascita di Carlo Scarpa; partecipa al progetto anche il Comune di Vicenza con una somma di cinquantamila euro. «Ci impegniamo come sempre, come da ormai cento anni, per garantire alla Città l’enorme ricchezza architettonica di cui dispone. – Sottolinea Natale Grolla, Presidente di AMCPS – Un lavoro che, nel caso di Palazzo Brusarosco, assume un valore ulteriore, non solo per il legame del Palazzo con la storia della Città ma anche perché si tratta dell’unica opera realizzata a Vicenza da una delle maggiori firme dell’Architettura contemporanea». Il restauro eseguito da AMCPS, che terminerà a settembre 2007, interessa in particolare i pavimenti, il tetto e gli scarichi in rame. Per quanto riguarda i serramenti interni ed esterni è necessario un intervento di risanamento per rispondere ai requisiti di legge in materia di isolamento. È prevista, invece, solo una pulizia per le pareti interne, che si presentano sostanzialmente in buone condizioni. Nel progetto di sistemazione generale del fabbricato, l’abitazione al secondo piano (400 metri quadri) e i locali del piano terra dovrebbero diventare un unico grande spazio da destinare a museo delle opere di Carlo Scarpa. Anche il piano terra, infatti, è stato in parte oggetto dell’intervento di ristrutturazione operato dall’Architetto, che ne ha ricavato un’abitazione indipendente, ora trasformata a disposizione della Biblioteca. Oltre al piano nobile, dove si evidenziano i tratti inconfondibili del lavoro di Scarpa, sarà presto reso fruibile anche l’ampio parco di circa 2000 metri quadri, un’ulteriore spazio pubblico restituito ai vicentini. Il giardino, che si presenta ora in condizioni di abbandono, con problemi sia sul terreno e che sulle essenze arboree, è infatti un fondamentale complemento al palazzo, che ne trae grande apertura di spazi. «È una grande soddisfazione – sottolinea il Prof. Mario Bagnara, Presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna” – pensare al nuovo aspetto che assumerà questo importante Palazzo che costituisce il più significativo documento cittadino dell’architettura scarpiana. Mentre auspico un successivo intervento anche sul parco monumentale di oltre 2000 mq per il quale si potrebbe riprendere in esame il disegno scarpiano mai realizzato, ringrazio la Regione Veneto e il Comune di Vicenza che, favorendo gli attuali interventi qualificati di AMCPS, qualificano ancora meglio il patrimonio unico ed eccezionale qual è la Biblioteca Internazionale “La Vigna”, sempre più frequentata da studiosi italiani e stranieri». Il Palazzo, di stile classico, fu ricostruito dalla famiglia Brusarosco nel 1833 su disegno dell’architetto Tommaso Becera. Durante l’ultima guerra, l’edificio subisce danni per i bombardamenti aerei, soprattutto all’ultimo piano. Carlo Scarpa, allora, ne progetta il restauro facendo leva sulla passione per l’arte dei committenti: l’appartamento nelle soffitte unisce, in modo inedito, i due temi della residenza e del museo. Con una facciata povera, dietro alla quale si nasconde un ampio atrio attribuito al Calderari, l’impianto della casa rivisita la tipologia della residenza patrizia, con un grande salone illuminato dall’alto e completamente aperto sul cavedio per la vita sociale e l’esposizione dei quadri, affiancato da ambienti meno illuminati e più raccolti destinati alla vita privata. Al primo piano, Carlo Scarpa consolida anche il solaio del soprastante salone inserendo un sistema strutturale che rispetta gli apparati decorativi; lo stesso sistema, ruotato, viene applicato anche al solaio dell’androne. Sempre al piano terra l’architetto prevede un appartamento indipendente, ora utilizzato come archivio. Ridisegna infine il cortile interno con l’inserimento di vasche per la raccolta dell’acqua e apporta alcune migliorie al lato posteriore dell’edificio. Il progettista, come sua abitudine, sviluppa una ricerca approfondita sull’uso dei materiali, differenziando scelte e tipi di lavorazione superficiale per creare contrasti cromatici che accompagnano le diverse funzioni “pubbliche e private” dei singoli locali e sperimentando anche l’uso di materiali per il tempo insoliti quali il laminato e il policarbonato. Proprio per questo l’intervento di restauro, ove possibile, sarà realizzato con un’attenta opera di recupero del materiale originale. | |