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L'anima della THAIS è l'esploratore di antichità orientali Gioacchino Obrietan. Ribattezzato " l'Indiana Jones delle civiltà orientali", da trent'anni gira infatti l'Oriente in lungo e in largo. Cina, Tibet, Birmania, India, Vietnam per lui non hanno segreti. Prima da turista, poi da imprenditore durante i suoi viaggi d'affari negli anni Ottanta, ha cercato nei mercati di Shanghai o sulle montagne dell'Himalaya testimonianze delle civiltà passate. Così sono nate, pezzo dopo pezzo, le collezioni che oggi sono il vanto della Galleria THAIS. Mobili antichi, ceramiche, campane, sculture. Pezzi grondanti di storia, testimoni di civiltà scomparse che ancora oggi appaiono stupefacenti per la loro ingegnosità. La filosofia della THAIS, del resto, è proprio questa: l'antiquariato come specchio di un mondo lontano, che in gran parte non esiste più, ma che ha molto da insegnare all'Occidente. Del resto, Gioacchino Obrietan è molto più di un antiquario appassionato del suo lavoro: l'Oriente gli è entrato nel cuore e nella pelle, come ben sanno la moglie Betty e il figlio Gianmaria che spesso lo accompagnano nei suoi viaggi. Ha così assimilato la cultura e le abitudini orientali da riuscire a bere, come un tibetano, il tè al burro (puzzolente) di yak; oppure, alla pari di un autentico cinese, è capace di bere incredibili grappe con serpenti, o mangiarsi un piatto di scorpioni. Vivi, s'intende. Questa sintesi di civiltà e culture lontane si ritrova in ogni angolo della Galleria THAIS di Brendola. |
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