Pubblicato da: Michela
Vicenza,

40ff di Alessandro Beggio

Quarant’anni di narrazione della realtà attraverso la pittura astratta

40ff di Alessandro Beggio

800x600 Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Calibri",sans-serif;}

Sabato 12 ottobre alle ore 18.00 alla Galleria d’Arte Moderna di Thiene si apre l’esposizione personale “40ff” di Alessandro Beggio. Un felice ritorno a Thiene del poliedrico artista vicentino dal 2014 quando aveva presentato la sua penultima e apprezzata esposizione personale “Astrattamente reale”.

 

Il titolo della mostra “40ff” è un evidente richiamo al numero di primavere di consacrazione all’arte di Alessandro Beggio, condotte con un percorso non sempre lineare, ma soprattutto con uno gusto sempre vivo nel cimentarsi in nuove avventure artistiche. Oltre quaranta sono gli anni oramai dedicati con impegno alla vita dello storico circolo di pittura vicentino “La Soffitta”, fondata dall’indimenticabile Otello De Maria, maestro e iniziatore di Beggio alla pittura nel lontano 1979. “La Soffitta” è tutt’oggi il luogo in cui Alessandro Beggio continua infaticabilmente a spendersi con i suoi allievi e amici-pittori per diffondere la cultura della ricerca estetica individuale, con altruismo e onestà intellettuale, senza alcun sussiego per i riconoscimenti da lui ottenuti.

 

L’esposizione propone un succinto spaccato del percorso artistico di Alessandro Beggio; le opere scelte per raccontarsi intendono essere dei rapidi tocchi e dei variegati aperçus che focalizzano sommessamente le fasi di ricerca artistico-edonostica, in un escalation che va dai lavori iniziali in cui egli approccia l’arte in modo figurativo fino all’abbondante produzione all’insegna dell’avanguardia espressiva. L’astrattismo è senza dubbio il linguaggio a lui più congeniale e diventa un medium narrativo della realtà messo in opera mediante la de-strutturazione prospettica e volumetrica del visibile e la sua ricostruzione attraverso un plastico impianto cromatico.

Le tele in cui Alessandro Beggio riconosce la sua strada verso una maturità, da cui egli aprioristicamente rifugge perché avverso alle pietre miliari, sono dispiegate attorno alla singolare opera-pivot dal triplice titolo subito evocativo: “Politicamente corretto”| già “La Zingara”| già “Il Cardinale incinto”; emblema di un progetto espositivo, sintomo di un percorso di stratificazione materica e spirituale che non conosce fine, ma più generale marker della visione critica di Beggio, questo lavoro segna il suo passo verso una concezione trasformista dell’opera d’arte, che vede nella sua ragion d’esser anche una sua personale funzione sociale.

 

La mostra sarà presentata sabato 12 ottobre alle ore 18.00 dalla dott.ssa Michela Menegus Paulin e sarà visitabile con accesso libero fino a domenica 20 ottobre con i seguenti orari: da lunedì a domenica dalle 16.30 alle 19.30; sabato e domenica anche il mattino dalle 10.30 alle 12.30; mercoledì chiuso tutto il giorno.

MICHELA MENEGUS
blog comments powered by Disqus