Pubblicato da: Redazione Vicenza.com
Vicenza,

Alpinismo

I due vicentini Mario Vielmo e Cristina Castagna conquistano la vetta dello Shisha Pangma

Dopo la grande impresa di poco più di un anno fa, quando riuscì a salire sulla vetta dell'Everest con una spedizione vicentina, l'alpinista di Lonigo Mario Vielmo, stavolta in coppia con la valdagnese Cristina Castagna, è riuscito a scalare un altro 8.000. Si tratta dallo Shisha Pangma, una delle 14 cime himalayana che superano quota 8.000 in territorio nepalese. L'impresa è molto significativa perchè è stata compiuta senza grandi investimenti e sponsorizzazioni mediatiche, frutto di un alpinismo genuino fatto di forza fisica e mentale, in un ambiente climaticamente difficile e ostile come quello di quota 8.000. Nel silenzio delle altissime vette, i due alpinisti vicentini hanno piantato la loro bandiera, portando ancora una volta il loro nome a toccare il cielo. Cristina Castagna Per Mario Vielmo si tratta della quinta volta oltre quota 8.000 (dopo Everest, Dhaulagiri, Manaslu e Cho Oyu), un risultato di assoluto valore mondiale, che lo pone tra i migliori scalatori al mondo. La 26enne Cristina Castagna invece è la prima donna vicentina che supera quella fatidica quota, dopo che lo scorso anno, nella cordata vicentina che aveva dato la scalata al monte Everest, la stessa aveva dovuto rinunciare per i ben noti fatti accaduti. L'impresa dei due vicentini acquista grande valore anche perchè compiuta in soli 3 giorni di ascensione dal campo base, situato a quota 5.600 metri, senza l'aiuto di sherpa e portatori, senza corde posizionate da altri e senza fare uso di ossigeno!Mario Vielmo

Lo scalatore leonicense Mario Vielmo ha un curriculum infinito, migliaia di scalate in oltre venti anni di attività, ma è proprio in Himalaya che ha saputo dare il massimo delle sue doti alpinistiche. Tre gli ottomila scalati da Mario Vielmo Dhaulagiri nel '98 scalato con Bellò, Manaslu nel 2000 con Casarotto e infine il Cho Oyu nel 2001 in solitaria. Precedentemente aveva tentato il Broad Peak ma senza successo. Altre cime: Kilimangiaro, vetta di quasi seimila metri in Africa; Illiniza, Cotopaxi e Chimborazo in Ecuador; Alpamayo, Quitaraju e Huascaran Sud in Perù, tutte cime attorno ai seimila metri. Un settemila il Pik Lenin (7134 m) in Pamir dove ha effettuato la discesa integrale con gli sci da telemark. In Canada nel 94 ha salito 14 difficili cascate di ghiaccio lunghe fino a 500-600 metri. In Crimea ha partecipato ad uno stage polacco di arrampicata. Fra le sue esperienze estreme numerose discese ripide con gli sci da telemark e la tavola da snowboard come la Nord della Marmolada e il Vajo Mosca nel Gruppo del Carega. Per gli sci ha sempre avuto particolare passione, forse memore delle prime sciate giovanili. Al Manaslu il percorso fra i primi campi veniva coperto con gli sci ai piedi. In discesa naturalmente la velocità è maggiore ma soprattutto quando c'è tanta neve fresca si fa meno fatica. In Dhaulagiri con la tavola da snowboard Mario Vielmo ha realizzato la discesa dal campo 2, da 6600 metri, fino al Campo Base.

La valdagnese Cristina Castagna è infermiera professionale del reparto di rianimazione all'Ospedale di Vicenza. Lo spirito umanitario si evidenzia anche per i viaggi fatti in Africa e in Albania con la Missione Arcobaleno. Cristina si allena giornalmente alternando nuoto, corsa, fitness e lunghe escursioni in montagna. Con tanta costanza e impegno i risultati non potevano mancare: nello scorso anno ha salito oltre una decina di vette superiori ai 4000 metri di cui alcune affrontate anche con gli sci (Dent d'Herens, Gran Paradiso, Gran Combin, Dom du Gouter, Strahlhorn). Pur avendo un'unica recentissima esperienza extraeuropea, con la salita dell'Aconcagua (6952 m), Cristina grazie al temperamento ha dimostrato più volte di poter superare grandi dislivelli portandosi pure uno zaino di peso ragguardevole. Fare in giornata duemila metri di ascensione, camminando e arrampicando anche per venti ore, al pari dei migliori colleghi maschi, è una performance indubbiamente di ottimo livello.


blog comments powered by Disqus