Pubblicato da: Redazione Vicenza.com
Vicenza,

Il Vicenza riparte da....

di Adalberto Scemma

Si parla tanto degli attaccanti (Schwoch alla Sampdoria, Margiotta chissà) ma il nuovo Vicenza nascerà a centrocampo. Scelte in parte già perfezionate. Rimarrà Paolo Cristallini, per esempio, e sarà uno dei punti fermi della ricostruzione. Rimarrà anche Crovari, naturalmente, con la speranza di dare un colpo di spugna a tutti i guai che lo hanno angustiato in queste due ultime stagioni. Tornerà alla base anche Fabio Firmani: le esperienze al Chievo e al Bologna lo hanno aiutato a maturare ulteriormente, se motivato a dovere potrà offrire un contributo importante.

C'è un elemento, primo tra tutti, da tenere in debita considerazione. Tutte e quattro le squadre che viaggiano dall'inizio della stagione in testa

alla classifica sono nate da un progetto tecnico ben preciso, frutto del lavoro di almeno un paio di stagioni. Prima di smantellare l'attuale organico, dunque, la società dovrà ponderare con attenzione le proprie scelte ed è implicito che tale attenzione dovrà essere rivolta in maniera particolare alla zona nevralgica del centrocampo. Non si può prescindere, prima di tutto, dal lavoro preziosissimo sotto tanti aspetti, che sta caratterizzando Fabio Viviani.

Il tecnico biancorosso ha idee molto personali e conosce comunque a meraviglia i segreti del centrocampo. Il prossimo Vicenza potrebbe sortire come logica prosecuzione di quello cui Viviani, sia pure tra evidenti difficoltà, sta cercando di dare forma e sostanza in queste battute finali. Ecco dunque l'ipotesi di due incontristi da schierare davanti alla difesa a quattro per innescare cursori esterni molto alti e un trequartista da impiegare alle spalle dell'unica punta.


E' un modulo che richiama in maniera evidente il Vicenza di Guidolin (Viviani e Di Carlo play, Otero e Ambrosetti esterni offensivi, Maini dietro Murgita) ma che ha trovato ampia applicazione -oltre che nella Nazionale olandese.- anche nell'Empoli di Silvio Baldini. Un modulo \"forte\" che richiede giocatori di grande personalità e che impone alla prima punta tutta una serie di movimenti in funzione del collettivo.

Sia Crovari che Firmani possiedono qualità inequivocabili di incontristi: in questa posizione hanno fornito prove significative nel corso della carriera e sono proponibili in ogni caso in varie situazioni tattiche. Diverso il caso di Cristallini, centrocampista duttile che riesce a coniugare qualità e quantità ma che non è inseribile tra i \"play\" in servizio permanente effettivo: il suo ruolo è quello del \"collante\", nel senso che riesce a legare il gioco di centrocampo e difesa, per esempio, trovando sul campo la posizione più consona.

Tutte da scrivere, invece, le pagine relative al \"play alto\" da inserire alle spalle della prima punta. L'ideale, inutile sottolinearlo, sarebbe Zauli il cui cartellino appartiene ancora in toto al Vicenza. Ma il ritorno di Zauli appare al momento altamente improbabile: il Bologna farà di tutto per tenerselo stretto visto che Guidolin ha ribadito l'intenzione di farne un punto di forza della squadra anche nella prossima stagione. Ecco dunque che la società sarà chiamata a operare una scelta non facile, in un ambito di mercato che nel ruolo specifico offre soluzioni quasi sempre a rischio.


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