Pubblicato da: Redazione VICENZA.COM
Vicenza,

LIBERATI I MISSIONARI VICENTINI RAPITI IN CAMERUN. GIOIA A VICENZA.

Fine dell’incubo per don Gianantonio Allegri e don Giampaolo Marta, dimagriti e provati ma in buono stato di salute. Alla notizia, annunciata ufficialmente dal Vescovo di Vicenza Pizziol, le campane hanno suonato a festa.

LIBERATI I MISSIONARI VICENTINI RAPITI IN CAMERUN. GIOIA A VICENZA.

AGGIORNAMENTO ORE 21,50

Arrivati a Roma don Giampaolo e don Gianantonio

Solo poche parole, abbracci prolungati e le lacrime agli occhi. All’aereoporto di Ciampino pochi minuti fa don Giampaolo Marta e don Gianantonio Allegri sono stati accolti dalle autorità dello Stato (i ministri Mogherini e Alfano), dal Vescovo di Vicenza mons. Pizziol, dai funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina che si sono prodigati per la loro liberazione e dai loro famigliari. Sono apparsi sereni, anche se chiaramente provati dai quasi due lunghi mesi di prigionia e frastornati dal viaggio, dagli incontri ufficiali e da tutte le persone che attendono di risentire la loro voce, di ascoltare il loro racconto.

 “Mi hanno raccontato  - ha detto mons. Pizziol raggiunto telefonicamente a Roma – di essere stati trattati bene dai loro rapitori che non hanno fatto mancare loro né il cibo, né i medicinali di cui in particolare suor Gilberte aveva bisogno. Il fatto poi di stare tutti e tre uniti e di poter pregare ogni giorno insieme ha permesso loro di trovare la forza di non lasciarsi andare alla disperazione e di continuare a credere che tutto sarebbe finito per il meglio”. Solo il tempo di poche battute e poi è stato di nuovo necessario salutarsi. Domattina don Giampaolo e don Gianantonio dovranno essere sentiti dal magistrato della Procura di Roma competente per il loro caso. Solo poi sarà possibile definire i dettagli del loro ritorno a casa.



La notizia della liberazione dei preti vicentini e della religiosa canadese rapiti in Camerun due mesi fa  è giunta a Vicenza nella tarda mattinata di domenica 1 giugno 2014. Il Vescovo e i sacerdoti della diocesi stavano celebrando l’Eucarestia con le loro comunità parrocchiali, innalzando ancora una volta con fiducia la preghiera per don Gianantonio Allegri, 57 anni, e don Giampaolo Marta, dieci anni più giovane, e Gilberte Bussier, la suora canadese che era stata sequestrata con loro.
Una gioia immensa, un senso di sollievo e liberazione ha subito invaso il cuore di tutti, a partire dal Vescovo mons. Beniamino Pizziol e da don Arrigo Grendele, il direttore dell’Ufficio missionario diocesano. Subito le campane hanno suonato a festa in città e in tutte le chiese della diocesi mano a mano che la notizia si diffondeva. Già si pensa ad una celebrazione di ringraziamento, dopo le innumerevoli veglie di preghiera vissute in questi mesi per chiedere la liberazione. Le notizie sono ancora poche, ma pare che i sacerdoti rilasciati potranno presto essere di ritorno a casa, per riabbracciare i propri parenti, i confratelli e le comunità che con fede e affetto hanno incessantemente pregato per loro.

Il Vescovo Pizziol: “Una grande gioia la liberazione dei nostri sacerdoti”.
Un pomeriggio di intensa gioia – ha affermato il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol durante la conferenza stampa convocata d’urgenza oggi allo spazio Incontri del Festival Biblico dopo la notizia arrivata questa mattina alle dieci della liberazione dei due sacerdoti vicentini e della suora canadese rapiti in Camerun – ieri sera abbiamo fatto la seconda veglia di preghiera a Monte Berico per i nostri fratelli e abbiamo finito con queste parole: “Siamo convinti che si tramuterà in gioia la tristezza e l’afflizione che ci colpisce” e oggi è accaduto. Ogni giorno arrivavano notizie contrastanti e la situazione sembrava peggiorata nell’ultimo mese. Adesso che siamo nella gioia dobbiamo continuare a pensare a tutte quelle persone che sono ancora in pericolo come le ragazze nigeriane, preghiamo per tutti. Don Giampaolo Marta e don Gianantonio Allegri, secondo i sacerdoti in missione con loro che li hanno potuti riabbracciare a Yaoundè stamattina, sono molto dimagriti e provati ma in un relativo buono stato di salute. Sappiamo solo che domani arriveranno a Roma e poi, appena possibile, torneranno a Vicenza. Siamo grati a tutte le autorità che si sono impegnate affinché questo avvenisse e alle preghiere arrivate veramente da tutto il mondo”. Rispondendo ai giornalisti, Pizziol ha poi specificato che il ritorno o meno di sacerdoti vicentini in Camerun è una cosa che verrà decisa a tempo debito e in condivisione. "Come vescovo di Vicenza ho la volontà di essere presente, come missioni, nei tre continenti ma dobbiamo fare i conti con gli eventi”. "La telefonata ci è giunta questa mattina tra le 6.30 e le 7.00, ma le autorità del Camerun ci hanno autorizzato a divulgare la notizia solo alle 10.00 – ha raccontato poi Don Arrigo Grendene, direttore ufficio missionario di Vicenza - non sappiamo niente dei dettagli della liberazione. Come diceva anche il nostro vescovo, sappiamo che sono provati ma felici. Ringraziamo di cuore anche le suore della Divina Volontà che, presenti in Camerun, ci tenevano sempre informati. Dobbiamo continuare a pregare per tutte le persone , vittime di queste escalation di violenza, per le ragazze rapite, per Padre Dall’Oglio. "E’ un momento di grande felicità – ha detto Don Alessio Graziani, responsabile delle comunicazioni sociali della Diocesi di Vicenza – che non ci aspettavamo e che ci ha sorpreso, nonostante non avessimo mai perso la speranza e confidato nelle preghiere provenienti da tutto il mondo. Ringrazio tutti voi della stampa, accorsi così velocemente e voi del Festival Biblico”. Questa sera, alle 19.30 suoneranno tutte le campane delle chiese per festeggiare la liberazione”.

Martedì pomeriggio l’arrivo in Italia di don Giampaolo e don Gianantonio.
L’arrivo in Italia di don Giampaolo Marta e don Gianantonio Allegri inizialmente previsto per oggi pomeriggio è stato rinviato al pomeriggio di domani martedì 3 giugno 2014. Il motivo del ritardo è dovuto allo slittamento dell’incontro con il Presidente della Repubblica del Camerun, inizialmente previsto per questa mattina e poi spostato alla giornata di domani. Il Vescovo mons. Pizziol è stato informato del cambio di programma direttamente da don Gianantonio Allegri nel corso di una breve telefonata. Pur non potendo ancora raccontare i dettagli della prigionia di questi due mesi e della liberazione (i sacerdoti dovranno prima essere sentiti dai magistrati competenti a Roma), don Gianantonio ha rassicurato il vescovo sul proprio stato di salute e anche su quello di don Giampaolo e di suor Gilberte. “E’ stata una grande emozione – ha detto mons. Pizziol – sentire la sua voce e cogliere nelle sue parole serenità e gioia. Aumenta il desiderio di poterli vedere. Dovremo aspettare fino a domani per poterlo fare, ma poi don Giampaolo e don Gianantonio saranno riconsegnati all’affetto dei propri famigliari e amici”.
Il Vescovo sarà dunque domani a Roma ad attenderli, per abbracciarli a nome di tutta la comunità diocesana.

I SEQUESTRATORI
Dalle prime voci raccolte trova conferma anche l’ipotesi che il sequestro debba essere attribuito ai miliziani di Boko Haram, la formazione fondamentalista islamica che tiene ancora prigioniere 40 ragazze di religione cristiana rapite in Nigeria.
Le incursioni armate di Boko Haram anche in territorio camerunense si erano fatte frequenti poco prima del rapimento dei due preti vicentini e pochi giorni fa i terroristi avevano assalito un gruppo di operai cinesi. «La situazione di insicurezza è palpabile, l’esercito è impegnato ad assicurare che non ci siano infiltrazioni dalla Nigeria. Hanno chiesto a noi europei di girare scortati dalla polizia» così aveva scritto don Allegri nel suo diario poco prima del blitz. «I nostri confratelli avevano segnalato la presenza di depositi di armi nella zona» è la testimonianza invece di don Maurizio Bolzon e don Leopoldo Rossi, altri due missionari vicentini attivi nella zona di Tcherè. La liberazione, insomma, non ha fatto cessare la situazione di pericolo e si sta valutando la possibilità di far rientrare tutti gli europei che lavorano nella zona. Una radio locale afferma che nella zona 40 miliziani islamici sono stati uccisi nelle ultime ore.
La presenza della diocesi di Vicenza nel nord del Camerun risale ai primi anni 80: sono stati costruiti una scuola, un dispensario «e stavamo dimostrando che la coesistenza pacifica tra religioni diverse è possibile» aggiungono dalla Curia. Don Marta si trovava in Camerun, salvo una breve interruzione, dal 2004 ed era un punto di riferimento per le comunità locali. Don Allegri, invece, era stato a lungo parroco a Magrè di Schio e dal 2013 aveva iniziato la sua missione a Tcherè.
«Don Gianantonio e don Giampaolo tornano a casa. Bentornati e un abbraccio alle loro comunità» ha scritto il premier Matteo Renzi su Twitter. «Ringrazio il presidente del Camerun Paul Biya e il governo del Canada per l’ottimo lavoro svolto» ha dichiarato dal canto suo il ministro degli Esteri Federica Mogherini.

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