Pubblicato da: Redazione VICENZA.COM
Vicenza,

PROBLEMI NEL LAVORO? DIPENDE DA COME SCRIVI.

Le parole sono importanti. “Parola” di Alessandro Zaltron, scrittore e giornalista vicentino di successo che in un corso ci insegna ad usarle per ottenere ottimi risultati. Da non perdere! Per gli utenti di VICENZA.COM uno sconto speciale.

PROBLEMI NEL LAVORO? DIPENDE DA COME SCRIVI.

Le parole sono importanti perché stanno alla base delle relazioni umane. Le parole scritte, in particolare, sono la modalità più frequente con cui ogni giorno comunichiamo al lavoro e per lavoro. Con parole scritte cerchiamo di acquisire nuovi lavori e rispondiamo a reclami di clienti arrabbiati, chiediamo aumenti di stipendio al capo e condividiamo informazioni importanti fra colleghi.
Per tutti, il “business writing” è vastissimo: email, lettere, brief, presentazioni, newsletter, house organ, bilanci, sms, post, tweet... Con l’affermazione dei social media, la scrittura è diventata ancora più centrale: si scrive continuamente, su molte piattaforme, a centinaia o migliaia di persone.
Tutti scriviamo per lavoro più di quel che pensiamo. Ce ne accorgiamo quando la nostra comunicazione scritta non è andata a buon segno o addirittura ha provocato guai. Un preventivo formulato in maniera incomprensibile che dissuade il potenziale cliente dall’approfondire. La risposta brusca a una contestazione. L’intimazione sgarbata a saldare una fattura scaduta. Come tutto ciò che si dà per scontato, il valore della comunicazione scritta si apprezza in negativo, quando qualcosa va storto.

Scrivere bene e scrivere male producono effetti diversi. Scrivere in maniera sintetica, chiara, calda risparmia un sacco di problemi e permette di ottenere ciò che si desidera, fa concludere affari, favorisce rapporti collaborativi, potenzia l’immagine aziendale e la reputazione, cioè la considerazione che gli altri hanno di noi. Scrivere papiri incomprensibili, con parole imprecise e irritanti, frasi e periodi contorti significa creare attriti o semplicemente non farsi capire. In mercati ultracompetitivi, a maggior ragione, la scrittura di valore costituisce un tassello dell’identità aziendale (brand) e un’arma formidabile per distinguersi nella mediocrità.
Il problema è che spesso ci si trova a scrivere senza gli strumenti adeguati, come chi volesse fare lavori in casa senza passare prima al brico. Ecco, serve una cassetta degli attrezzi se si vuole rendere più efficace la scrittura di servizio, diretta e incisiva.

1.    Partiamo dalla livella a bolla, indispensabile per mettere le persone sullo stesso piano. Comunicare significa che un soggetto (emittente) dispone parole una dietro l’altra per trasmettere qualcosa (messaggio) a qualcuno (ricevente). Chi comunica lo fa verso qualcun altro. Ricordatevi sempre, quindi, per chi state scrivendo e mettetevi al suo livello. Capirete che alcune informazioni sono essenziali, altre decisamente no. Userete uno stile consono. A una persona formale, distinta e avanti nell’età non darete del “tu”, non ricorrerete con lei a espressioni colloquiali, abbreviazioni o emoticon. Del resto, non vi permettereste di andare da un anziano in giacca e cravatta che aspetta l’autobus a dargli buffetti sulla nuca e pizzicargli le guance.

2.    L’altro attrezzo-base è la tenaglia: serve a stringere parole e frasi. Il filosofo francese Blaise Pascal diceva nel 1600 a un amico: “Ti ho scritto una lettera lunga perché non ho avuto tempo di scriverne una breve”. Sembra un paradosso, ma in effetti è più facile scrivere a braccio, di getto, che sintetizzare e asciugare i propri testi. La scrittura-bonsai richiede più tempo. Innanzitutto, è interesse primario di chi comunica farsi capire: non è sufficiente scaricare la palla ad altri, gli conviene accertarsi che il processo di comprensione sia andato a buon fine. Secondo: un’incomprensione ingenera equivoci e quindi perdite di tempo a catena per fare chiarezza.
Come aggravante della prolissità, oggi i tempi sono assai più frenetici di quelli in cui viveva Pascal. Tutti noi siamo sempre pressati dalle scadenze, subiamo stimoli da mille fronti e spesso il lavoro è spezzettato. La capacità di concentrazione diventa bassa, quindi passano solo testi che siano brevi, chiari e incisivi. La tecnologia non aiuta: leggere una mail o i testi di un sito sullo schermo di uno smartphone affatica gli occhi, che non reggono sforzi prolungati. Essere sintetici non è un vezzo da 140 caratteri di Twitter ma la necessità di dire chiaramente e farsi capire senza equivoci.

Se la “società dell’immagine” sembrava aver soppiantato la parola scritta, i social network l’hanno riportata in auge. Insomma, con la scrittura avremo a che fare ancora per molto. Ci conviene imparare a scrivere meglio per lavorare meglio, per vivere meglio.

Per chi è interessato a rendere più efficace la scrittura aziendale, più chiara, più diretta e incisiva, sabato 18 aprile a Vicenza, abbiamo organizzato un corso che s’intitola “Scrivere per l’impresa non è più un’impresa”.
Durante la giornata ci focalizzeremo su alcuni prodotti di scrittura con cui ci si trova spesso a confrontarsi nell’ambito lavorativo, come l’email e il profilo aziendale. La prima parte del corso è invece dedicata ai consigli pratici generali di cui far tesoro ogni volta che si mette mano alla penna o alla tastiera.

Alessandro Zaltron

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI DEL CORSO:
http://www.vicenza.com/eventi-a-vicenza-e-provincia/scrittura-di-impresa

http://www.vicenza.com/vetrina/scuola-di-formazione-la-grande-differenza


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