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Vicenza,

SORPRESA: ANCHE LE MICRO IMPRESE VICENTINE SI DANNO ALL'EXPORT

Gli studi elaborati da Confartigianato Vicenza indicano un importante cambio di tendenza nell’economia locale.

SORPRESA: ANCHE LE MICRO IMPRESE VICENTINE SI DANNO ALL'EXPORT

Un tempo quando si parlava di esportazione ci si riferiva esclusivamente alla grande industria manifatturiera italiana, che ha visto nel nord est, ed in particolare nell’area di Vicenza e provincia, il territorio più attivo per eccellenza. Ma i tempi cambiano ed anche un assioma così consolidato, da un po’ di tempo scricchiola. I dati parlano chiaro ed indicano che ora ad esportare sono sempre più spesso le piccole e persino le micro aziende, con grandi benefici per l’allargamento del mercato a disposizione, dato che quello nazionale è in fase di persistente stagnazione.

“I dati elaboratori dal nostro Ufficio Studi, relativamente alle esportazioni delle imprese artigiane nei primi tre mesi del 2015, - afferma Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza -  confermano Vicenza ai primi posti. Infatti, la nostra provincia ha davanti a sé solo Belluno e Treviso ma risulta prima per quanto riguarda il contributo all’esportazione manifatturiere del Veneto. Naturalmente va meglio il mercato extra Ue, nonostante le tensioni del mercato russo, che mostra di gradire sempre di più i prodotti che racchiudono in sé creatività e innovazione, sapienza e unicità. Insomma, quel Made in Italy che rappresenta il tesoro del nostro Paese.
Le nostre imprese sono sempre più protagoniste nei mercati esteri. Li affrontano collaborando tra loro in reti e con il supporto della nostra Associazione.  I numeri sono davvero lusinghieri e raccontano di una crescita della percentuale dell’export prodotto dalle MPI che è arrivato al 44,2%. A questo si dovrebbe aggiungere un'altra quota molto importante di quei prodotti industriali che vengono realizzati con la partecipazione delle filiere dell’artigianato, in termini produttivi e di ricerca e sviluppo,  sempre attente alle esigenze delle capofila industriali; questo dato è difficilmente calcolabile a livello locale ma è sicuramente molto significativo.
 In questi anni abbiamo investito molto in termini di attività a supporto delle imprese che operano all’estero o che volevano affacciarsi in nuovi mercati internazionali. Gli strumenti sono molteplici; da un lato vengono proposti momenti formativi e conoscitivi da trasferire in azienda, dall’altro si organizzano periodicamente missioni collettive nel Paesi o con servizi personalizzati di temporary export management. Uno sforzo che, visti i numeri registrati anche nel primo scorcio del 2015, viene ampiamente ripagato”.
Per una volta la tanto temuta globalizzazione assume quindi una valenza positiva.

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