| Da quando il Tibet é stato invaso ed occupato, molti dei suoi abitanti sono stati costretti a fuggire dal loro paese, rifugiandosi in un esilio forzato presso altre nazioni, soprattutto l'India e il Nepal, ma anche in altri paesi europei e negli stessi Stati Uniti, dove hanno fondato numerose comunità spirituali.  Tutto ciò ha contribuito a diffondere in Occidente lo spirito e la filosofia buddhista e anche in Italia da anni sono presenti numerosi centri spirituali in cui é possibile avvicinarsi alle affascinanti e antichissime tradizioni filosofiche e spirituali del Tibet. L'esempio senza dubbio più notodi questi "esili" é quello di Sua Santità il Dalai Lama , guida spirituale della comunità tibetana, che da molti anni gira il mondo intero per diffondere gli ideali della pace, della fratellanza e della non violenza. Dopo l'appuntamento di giovedi 11 ottobre, la seconda serata avrà come tema uno spettacolo di danze e musica eseguite con coloratissimi costumi da alcuni monaci del Monastero indiano di Sera Jé . Di grande fascino sono gli abiti, ricchi e sgargianti, indossati e confezionati dagli stessi monaci danzatori. I colori hanno tutti un preciso riferimento simbolico, in riferimento alle divinità rappresentate. La stessa musica é uno degli aspetti più significativi e solenni dell'arte tibetana. I due appuntamenti di Zané permetteranno senz'altro di apprezzare e approfondire gli aspetti sostanziali della millenaria cultura tibetana, da tempo purtroppo gravemente minacciata nella sua stessa sopravvivenza. |