| Informazione pubblicitaria |  | | | | | | | | | Nei giorni di Orogemma, la terza rassegna annuale in ordine cronologico che la Fiera di Vicenza dedica al settore orafo, si fa per tradizione un primo bilancio della stagione e si pongono le basi per le strategie da seguire in futuro. Si avvicina il periodo di fine anno, e le aziende orafe vicentine affilano le armi per trarre i massimi benefici stagionali. Ma, come noto, da qualche tempo la situazione congiunturale non é delle migliori: i mercati internazionali rallentano e l'economia vicentina, in buona parte legata all'export, ne risente in proporzione considerevole. |  | | Da una parte ci sono nuove tendenze, e nuovi desideri, nel modo di spendere il danaro da parte dei consumatori, dall'altra c'é una realtą estera estremamente instabile e troppo legata alle mode del momento, in grado di orientare le scelte di un gran numero di clienti. Inoltre, come se non bastasse, le aziende vicentine debbono guardarsi dalla concorrenza molto agguerrita dei paesi asiatici, nel novero dei quali da qualche anno é entrata anche l'immensa Cina. Le produzioni di questi paesi, é noto, non sono neppure lontanamente paragonabili a quelle italiane in fatto di qualitą, ma sono comunque in grado di dare fastidio e di "rubare" mercato, come si suol dire. La parola d'ordine, per non imboccare un trend negativo, é una sola: qualitą. Puntando sull'alto livello qualitativo delle produzioni orafe e di gioielleria i risultati non possono mancare; inoltre é da tempo allo studio una sinergia con il mondo della moda, per realizzare un binomio di classe ed eleganza, in due settori nei quali l'Italia, e Vicenza in primo luogo, hanno sempre occupato i posti migliori. Dunque l'appuntamento fieristico settembrino, che apre un'importante finestra anche sul prestigioso mondo dell'orologeria, fa registrare alcuni punti fermi, che rappresentano la strada da percorrere. Innanzitutto la presenza, in crescita, degli operatori stranieri, elemento che porta una ventata di fiducia tra i produttori orafi berici. Poi la crescente attenzione che la stampa internazionale dedica alle tre rassegne orafe vicentine, altro elemento che rafforza il sentimento di fiducia. Una fiducia che resiste e diventa quasi "necessaria", soprattutto in momenti difficili come quello che stiamo vivendo a livello economico. Cosa preoccupa di pił? Sicuramente il momento non positivo dell'economia americana la quale resta, che lo si voglia o no, il punto di riferimento dei mercati mondiali. Il mercato americano ha dato negli ultimi tempi segnali di cedimento, per tutta una serie di ragioni che le cronache giornalmente riferiscono. Ora il settore orafo vicentino, oltre a voler consolidare le posizioni raggiunte in Nord America, Europa e Medio Oriente, guarda ad est, verso quei Paesi emergenti dell'estremo oriente che gią al momento attuale stanno dando soddisfazioni e che in futuro potrebbero rappresentare il vero bacino d'elezione per un comparto di estrema rilevanza, nel panorama economico vicentino, com'é appunto quello dell'oreficeria e gioielleria. | 10/10/2001 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |