| "Echi da un mondo lontano". Progettato in origine come un normale tour in solitaria, il viaggio narrato in questo libro diventa, dopo poche pagine, un'esperienza unica, con mete, visite e incontri del tutto anomali ed eccentrici rispetto a qualunque risaputo itinerario peruviano. Grazie all'incontro fortuito con una giovane antropologa, l'autore ha infatti accesso a luoghi, cerimonie, rituali normalmente preclusi, o addirittura proibiti, al viaggiatore straniero. Alle consuete ed esteriori espressioni da turista, si affiancano così, nel libro, esperienze vissute in prima persona che entrano nel cuore di una civiltà millenaria e nella tradizione più segreta del popolo "quechua" e della religione andina. | |
| Feste di paese e di matrimonio, danze, balli di corteggiamento, cerimonie inusuali in onore del bestiame e, soprattutto, inaccessibili rituali sciamanici si susseguono quindi lungo il percorso dell'autore che da Lima, Nazca, Arequipa, Moquegua, arriva fino alla "puna", agli altipiani del lago Titicaca, a Cuzco, ad Ayacucho, patria del "Sendero Luminoso", per terminare, sempre inerpicandosi sulla dorsale della Cordigliera, a Huaringas, luogo magico per eccellenza del Perù, dove i migliori "curanderos", gli stregoni più esperti, curano i loro pazienti in una sorta di "clinica delle Ande" a quattromila metri d'altezza. GABRIELE POLI, UN VICENTINO IN PERU' . Da sempre innamorato dei grandi spazi della natura e della libertà, Gabriele Poli, vicentino, ha trovato in Perù la sua patria di adozione. E al paese sudamericano ha dedicato un libro di successo. A ttratto dalla storia dei popoli antichi, in particolar modo da quelli che, in una maniera o nell'altra sono stati sconfitti e distrutti, Gabriele Poli è uno scrittore di cui si parla molto in questi giorni. Come lui stesso ama dire, già a sei o sette anni giocava con gli amici alla "guerra di Troia" e, naturalmente, combatteva fra i troiani contro i compagni meno simpatici che impersonavano gli achei. Nel "far west" era un apache o un sioux e contro i romani di Scipione difendeva con i denti l'amata Cartagine. Cresciuto, ha viaggiato molto con pochi soldi, lo zaino e il pollice perennemente alzato. Svizzera, Germania, Austria, Olanda, grandi e bellissimi paesi, ma nessuno capace di entrargli nel cuore come la Grecia e la Turchia, con le loro civiltà antiche ed il popolo semplice ed ospitale. Laureato in Medicina Veterinaria all'Università di Bologna, ha fatto il militare, ha vinto al totocalcio una domenica che si trovava di guardia, saltando di gioia ha sbattuto la testa contro lo stipite della porta e, terminata la naia, è partito, destinazione Perù. |