| Il rhythm'n'blues e l'emancipazione dei neri d'America. Una credibile storia della black music nei suoi anni d'oro. A partire dai '50 e dal ruolo chiave giocato da Ray Charles con la sua rivoluzione copernicana della musica nera, da cui muove l'emozionante vicenda sociomusicale che segna un'epoca e dagli Stati uniti si propaga al resto del mondo.La vicenda, che si legge come un romanzo appassionante, coinvolge artisti del calibro di Sam Cooke, Otis Redding, Aretha Franklin e tutte le altre figure della Motown e della Stax. Un'imperdibile opera di documentazione sulle origini del soul e sul suo ruolo di passaggio epocale coinciso col riscatto collettivo degli afroamericani. Peter Guralnick, l'autore, è uno dei massimi studiosi della cultura musicale americana, con particolare accento sulle sue origini e le sue connotazioni sociali. A lui si deve la monumentale biografia definitiva di Elvis Presley ("Last train to Memphis" e "Carelss love") e "Searching Robert Johnson", biografia del grande bluesman.Ma leggiamo alcune righe della stessa introduzione di "Sweet Soul Music" : "Questa è prima di tutto una storia: la storia di un particolare genere di musica ma, mi auguro, anche qualcosa di più. Ho iniziato più di quattro anni fa con l'idea di scrivere un libro sulla musica soul degli Stati del Sud negli anni '60 che affiancasse i miei due libri precedenti, Feel Like Going Home e Lost Highway, e completasse la trilogia sui miei tre grandi amori musicali - il blues, il rockabilly/country e il soul. Ma questa volta volevo scrivere un libro diverso, più narrativo che descrittivo, e pur riconoscendo l'impossibilità di raccontare 'tutta' la storia, volevo offrire, retrospettivamente, un quadro, il più convincente possibile, di un movimento musicale e di un ambiente sociale. Nel corso delle mie ricerche ho intervistato più di cento persone, viaggiando da Los Angeles al Mississippi, dalla Georgia a New York, dall'Alabama a Filadelfia e al Tennessee. Spero che la narrazione esca rinforzata da questa mole di lavoro poiché, nonostante l'ampiezza del testo e la minuziosità cronologica, questo libro rappresenta solo una porzione minuscola del tempo che ho passato con dirigenti discografici, produttori, impresari, negozianti, disc jockey, manager, oltre agli artisti stessi. E spero che rifletta la mia riluttanza a farmi delle opinioni affrettate, perché so perfettamente di avere avuto molto da imparare intorno a un aspetto della cultura e dell'industria americana che, nonostante la mia vasta esperienza del mondo della musica, non avevo mai scrutato a fondo. Ho incontrato alcuni dei più grandi personaggi che abbia mai conosciuto, molti dei quali sono diventati carissimi amici. E ho visto molti dei preconcetti con cui ho iniziato la stesura di questo lavoro ribaltarsi quasi completamente." |