| Da una parte la rivelazione del campionato, dall'altra l'unica tra le grandi, con la Reggina, ad aver rispettato fino ad oggi i pronostici della vigilia; da una parte un progetto tecnico spregiudicato, dall'altra l'aderenza a presupposti tradizionali. Vicenza-Modena nasce insomma in bilico, ed è proprio questa sua indecifrabile connotazione a regalare alla partita un'emozione supplementare. Ad aumentare il thrilling c'è una certezza: si tratta del primo scontro diretto del campionato. A due mesi dal via le posizioni di vertice cominciano a delinearsi, così come comincia a prendere corpo l'impressione di un torneo anomalo rispetto alla tradizione: volano le outsiders, stentano le favorite. Il calcio cadetto cambia in fretta i propri punti di riferimento, ci sono situazioni assolutamente imprevedibili come il crollo del Cagliari (che riporta alla mente il Pescara della passata stagione) o come la presenza del Genoa nel gruppo delle prime. E in più c'è questa frenesia che riguarda le panchine, con quattro allenatori già saltati e altri (Papadopulo, Agostinelli, lo stesso Sciannimanico) decisamente a rischio. In questo contesto Vicenza-Modena assume un rilievo tutto particolare. Il vecchio e il nuovo si misurano in mille modi, non c'è soltanto il riscontro calcistico, c'è anche una maniera diversa di gestire l'organizzazione societaria, ci sono insomma quelle contrapposizioni ben scandite cui facevamo riferimento in apertura. Il tutto senza dimenticare che le risposte più attendibili verranno delegate alla fine soltanto al campo. E se è vero che il Modena giocherà presumibilmente una partita in chiave offensiva per non snaturare un assetto tattico ormai consolidato, è altrettanto vero che il Vicenza farà valere non soltanto la consolidata esperienza dei singoli ma anche e soprattutto il peso del proprio orgoglio. Le critiche del dopo Crotone, al di là di un risultato che ha premiato proprio la forza d'animo del Vicenza, hanno lasciato il segno. Critiche costruttive, attenzione, perché nessuno tra i media locali vuole mettere alla squadra il bastone tra le ruote. Quanto basta tuttavia a ingigantire la voglia di rivincita della squadra, tesa anche a riconquistare quella parte del pubblico che ha entusiasmi ancora troppo tiepidi. |