| Il Vicenza blindatissimo di Ulivieri e quello altrettanto vigile di Guidolin sono stati citati spesso a esempio e rappresentano forse qualcosa di irripetibile. Neppure il Vicenza di Reja tuttavia, pur così sbilanciato sull'asse Comandini-Luiso-Zauli, aveva mai evidenziato una disposizione così superficiale in retroguardia. Follie di una serata irripetibile ? Ci piacerebbe crederlo. Abbiamo però l'impressione che Fascetti si trovi di fronte a un lavoro tutt'altro che semplice, con ampi spazi da concedere alla parte didattica. Lo proverebbe l'irritazione con cui ha commentato a fine partita la lunga serie di pastrocchi difensivi e la decisione di rimandare subito in campo la squadra il pomeriggio del martedì, in deroga all' istituzione del riposo. Squadra matta, si diceva. Il caso di un Vicenza così ricco di risorse in attacco e così vulnerabile in difesa ha fatto e farà discutere. Fascetti ha una concezione del calcio molto personale e le scelte perfezionate nell'arco della carriera gli hanno dato quasi sempre ragione. Può darsi che dietro l' atteggiamento così inusuale tenuto dalla squadra ci sia in realtà un disegno lungimirante: a giustificare i rischi cui il Vicenza va incontro in questa fase della stagione sarebbe soprattutto la necessità di costruire un assetto difensivo definitivo. Fascetti procederebbe quindi per lente sovrapposizioni utilizzando l'antica chiave di un proverbio inalienabile: "sbagliando si impara". Fino a quando, tuttavia ? Ancora una conferma, qui parliamo del Modena, e ancora una tripletta. Volano i "canarini" e mettono vistosamente a nudo le pecche del Cagliari. Da un lato la marcia trionfale di Gianni De Biasi, che ha costruito la squadra in laboratorio e che può gestire con sapienza un modulo tattico sempre più elastico; dall'altro la crisi irreversibile di un Cagliari che paga fino in fondo un calciomercato condotto in maniera scellerata. Per Cellino, sempre più contestato, sempre più sull'orlo di una crisi di nervi, è allarme rosso. Finisce in rosso anche il bilancio dell'Empoli dopo tre partite che consegnano a Baldini un solo punto. Maccarone e Di Natale sono in fibrillazione per i troppi elogi, l'attacco atomico non graffia più. E a mettere tutti in riga basta l'estro di Dionigi, tornato imperiosamente in copertina grazie ai nuovi equilibri di Colomba. A proposito di uomini-copertina: che dire dell'eterno Lulù Oliveira ? A Siena è bastato un suo gol per consegnare al Como un nuovo successo esterno e a Dominissimi una panchina finalmente blindata. Dove si dimostra che l' anagrafe, in presenza di motivazioni ben scandite, è una tara ininfluente. Continua l'escalation della Sampdoria: Bellotto ha centrato la terza vittoria su quattro incontri ma ha azzeccato anche, e soprattutto, le scelte degli uomini cacciando i piantagrane e buttando dentro i podisti al fosforo. Al resto pensa la premiata ditta Flachi & Vasari. Come da copione. Infine il crack della Ternana, castigata al 90' dal golfista Ambrosi: Agostinelli, stavolta, non può nascondersi dietro un dito, è crisi nera.
|