| Una moda che impose unnuovo rituale, l'utilizzo di tazze, piatti e piattini e che, secondo lo stile del tempo, faceva riferimento al lontano Oriente a quelle cineserie riprodotte in mobili e dipinti e addirittura nel vestiario dei gondolieri. A questo costume si deve, sempre in Veneto, la fortuna della produzione di ceramica di Nove, e della vicina Bassano del Grappa, che oggi a distanza di secoli ancora vive di questa autentica arte. E la ceramica e' la protagonista di una mostra che Nove propone fino al 2 dicembre 2001, dal titolo ''The', caffe' e cioccolata a Nove e in Europa. Maioliche, porcellane e terraglie tra XVII e XX secolo''. Realizzata con il contributo di studiosi della ceramica e storici dell'arte di livello internazionale, la rassegna ha sede nel famoso Museo della Ceramica di Nove, che ha riservato alcune sale, per un totale di 270 metri quadrati di superfice espositiva. Le opere esposte sono set da the', caffe' e cioccolata in maiolica, porcellana, e terraglia di manifattura novese, italiana ed estera, dal XVIII al XX secolo, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane. Il percorso segue l'ordine cronologico, fino a proporre l'attuale produzione artigianale locale selezionata tra quella di alta qualita'. Non manca poi una breve incursione negli aspetti formativi dell'arte della ceramica, con alcuni oggetti realizzati da alcuni studenti dell'Accademia di Belle Arti ''Cignaroli'' di Verona. La mostra invita anche a visitare il Museo che la ospita. La sede fu inaugurata nel 1995 nel centrale Palazzo De Fabris. Vi sono raccolti pezzi che vanno dal settecento ai giorni nostri, documentando con puntualita' la storia della ceramica veneta e vicentina, non rinunciando a solleticare, con percorsi didattici, l'interesse dei piu' giovani. La storia di Nove - come la racconta il Museo - nasce con l'apertura, per evitare eccessi nell'importazione, di un laboratorio, grazie anche all'intervento legislativo della Serenissima nel 1728, che vide protagonista Giovanni Battista Antonibon. Questi, nel 1727, nella vecchia casa paterna di Nove realizzo' quella che sarebbe diventata tra le maggiori e piu' celebrate fabbriche di ceramiche europee. Una storia che prosegue nell'ottocento quando, dopo la maiolica, si diffonde anche la terraglia e dalla produzione limitata e di gran pregio il mercato si orienta su prodotti maggiormente spendibili. Il novecento - infine - e' raccontato attraverso l'ecletticismo di una produzione che interpreta le maggiori correnti artistiche e che e' figlia di scuole e Accademie che nel frattempo hanno istituzionalizzato la formazione per la professione e produzione. Proprio a favore di questo aspetto vengono organizzate le visite guidate per le scuole a scopo didattico. IL MUSEO DELLA CERAMICA Il Museo Civico della Ceramica di Nove, allestito nell'Ottocentesco Palazzo De Fabris e sede fino a qualche anno fa dell'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica, è stato inaugurato nell'aprile 1995. La collezione ripartita per epoche, documenta ampiamente la storia della ceramica veneta, novese e vicentina in particolare, dal Settecento ai nostri giorni, oltre a presentare alcuni interessanti oggetti di epoche precedenti. In merito all'aspetto tecnologico dei materiali, il Museo offre una panoramica dei tipi ceramici prodotti nel Veneto: terrecotte, cristalline, maioliche, porcellane, terraglie, semirefrattari, grès. Anche le tecniche di produzione sono presentate attraverso un'ampia gamma di esempi: dalle terrecotte semplici alle ceramiche graffite e alle maioliche a gran fuoco. Questa collezione si presenta di notevole interesse anche sotto il profilo storico, dato che sono rappresentate quasi tutte le manifatture novesi e bassanesi, ma anche di Vicenza, Venezia, Treviso ed Este, e vi sono anche esempi di altre regioni (Toscana, Lombardia, Trentino Alto Adige e Liguria) e stranieri (Germania, Francia e Olanda). Oltre ai vari materiali e tecniche di produzione, è presente un'estrema varietà di forme e di decori, per cui si possono ammirare i più importanti motivi decorativi settecenteschi. Una menzione a parte merita il nucleo di ceramiche contemporanee, concesso in deposito permanente al Museo di Nove dall'Ente Fiera di Vicenza, costiuito da circa trecento manufatti premiati ai vari concorsi del Salone Internazionale della Ceramica dal 1949 al 1975. Uno dei pezzi più pregevoli di quest'ultima collezione è un grande vaso di Pablo Picasso. |