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Le mete delle donne nella società
Fatica e determinazione. Queste le parole ricorrenti all'incontro organizzato nella Sala degli Stucchi di Vicenza dalla commissione comunale per le pari opportunità presieduta dall'architetto Francesca Bressan. A pronunciarle, con la stessa passione, pur con storie e percorsi diversi, donne della politica, delle libere professioni, del mondo dell'impresa, tutte invitate attorno a un tavolo per cercare di capire "come valorizzare la risorsa donna nella società di oggi".

Fatica e determinazione, come elementi irrinunciabili per gestire la carriera, la famiglia, le relazioni, "trovando il giusto equilibrio tra un delirio di onnipotenza e gli immancabili sensi di colpa", come ricordato dalla parlamentare Lalla Trupia. A Lia Sartori, parlamentare europeo, il compito di "bacchettare" le istituzioni italiane, registrando una presenza in percentuale delle donne nei luoghi delle decisioni tra le più basse del mondo occidentale, e paragonabile a realtà culturali ben diverse dalla nostra, come ad esempio quella dell'Iran.

Nadia Qualarsa, consigliera regionale, ha raccomandato alle numerosissime ospiti di ricordarsi, al momento del voto, di sostenere le candidate donne. Mariuccia Scagnelli, primario al San Bortolo (fu la prima donna a diventarlo, nel 91) ha predetto un futuro "più rosa", purché la donna "in carriera" non rinunci alla sua femminilità e rifugga le armi maschili dell'aggressività e dell'arroganza. L'ironia è stata invece l'arma proposta da Mariagrazia Bregoli, direttore del carcere San Pio X: "Gli uomini si stupiscono nell'incontrare un direttore donna? Problemi loro!".

Irene Gemmo, amministratore delegato dell'azienda di famiglia, ha messo in evidenza la difficoltà di gestire lavoro e figli. Madre di due bambini piccoli, la sua sicurezza professionale dipende oggi dalla serenità di sapere che i figli stanno comunque bene, grazie anche alla collaborazione del marito. Diversa la situazione per Rosanna Lovato, anche lei imprenditrice, ma per 25 anni solo casalinga. "Cerco di gestire tutto: lavoro e famiglia, con soddisfazioni incredibili. Ho trasferito l'esperienza di casalinga nell'organizzazione aziendale".

L'avvocato Annalisa Cortese, quarantenne, rappresenta invece la nuova generazione, quela del cambiamento: "Sono cresciuta con la mentalità che fosse giusto lavorare, ma credendo anche nella famiglia. Ma è difficile sostenere entrambi i ruoli, perché spesso non siamo supportate dagli uomini e dall'organizzazione sociale".


26/11/2001

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