| Il nostro é un mondo silenzioso e misterioso-scive Poli- a volte terrificante ma, conoscendolo, si impara a rispettare la forza della natura e di Dio e a vivere in armonia con l'universo. Le cose in cui crediamo, i nostri miti, le divinità non sono superstizioni di un popolo primitivo, sono le forze e la salvezza della nostra gente". La conferenza, presso l'Aula Magna della scuola media Barolini (in via Palemone 20 a S. Pio X) a Vicenza, é stata arricchita dalla proiezione di un filmato inedito. Sempre venerdi 23, ma in Camera di Commercio a Vicenza, presentato il libro di Andrea Cera "Lo scoglio del diavolo" (Edizioni La Serenissima), una storia di angeli e di streghe tra l'Altopiano dei Sette Comuni e la pianura veneta ai tempi della peste. Relatore é Sergio Bonato, direttore dell'istituto di Cultura Cimbra di Roana e per l'occasione a intrattenere il pubblico anche il maestro Pierangelo Tamiozzo, che esegue melodie e musiche cimbre appartenenti alla tradizione altopianese. Medico e scrittore, Cera ci racconta in questo bel romanzo sospeso a metà tra fantasy e precisi riferimenti storici, una vicenda che nasce e vive sullo sfondo delle montagne care ai vicentini, quelle dell'Altopiano dei 7 Comuni. Protagonista é il dodicenne Giovanin, curioso della vita e dotato di strani poteri, il quale si ritrova al centro di avvenimenti magici e misteriosi in un'epoca, la prima metà del XVII secolo, duramente colpita dalla terribile pestilenza che fu magistralmente narrata dal Manzoni ne "I Promessi Sposi". Merito di Cera é quello di raccontare l'atmosfera del tempo riportandola nell'ambito della terra vicentina, che pure pagò il suo alto prezzo di vittime al terribile male. Terzo e ultimo appuntamento con l'autore alle 20.45 di venerdi 23 presso la Biblioteca Civica di Brendola, con il recente libro di Giancarlo Ferron "Ho visto piangere gli animali e ho sentito il grido dell'aquila" (Edizioni Biblioteca dell'Immagine). Anche in questo caso la serata é arricchita dalla proiezione di diapositive di carattere naturalistico. Tutore della natutra per professione, Ferron racconta la vita e i gesti degli animali che vivono nei boschi e del loro rapporto difficile con l'uomo, che spesso non rispetta né la loro libertà, né tantomeno la loro stessa vita. "Faccio il guardiacaccia da tanti anni-scrive Ferron- e mi sento nemico naturale dei bracconieri. Ho distrutto tanti scarponi, sono passato attraverso temporali, ho dormito sotto le stelle e ho camminato nella neve. Ho visto animali nascere, vivere e morire. Tanti, troppi, li ho visti soffrire per colpa dell'uomo. Ho scritto quello che ho visto e sentito." |