| "Ritratto di un'adultera della provincia tedesca" Margarethe é una donna come tante. Vive in una piccola città, rispetta il marito, adora la suocera e ha una figlia. Margarethe non ha grilli per la testa, eppure, sempre più, quella che chiamano la vita sembra sfuggirle tra le mani. Da giovane aveva avuto qualche ambizione, si era persino innamorata, ma poi le cose avevano preso un altro corso, così piano piano il suo anelito di felicità é stato narcotizzato dal quotidiano.E invece ecco che arriva un momento in cui basta poco, banalmente un uomo, a risvegliarlo. Sarà una passione accecante, o il sogno di rinascita in una nuova esistenza, la possibilità di un riscatto. Margarethe fantastica un piano di fuga, ma quando i preparativi sono completi il sogno naufraga nella torpida, ottusa palude della realtà. Ormai però Margarethe non é più la stessa e la sua volontà di riprendere comunque in mano la sua esistenza non rimarrà priva di conseguenze. Elke Schmitter racconta in una "confessione" intensa e coinvolgente i pensieri di una Madame Bovary dei giorni nostri, che anagraficamente potrebbe essere la madre di una trentenne d'oggi. E ci conduce nel mondo interiore di Margarethe mostrandoci la ragnatela invisibile che teneva prigioniere le donne prima che il femminismo, al di là di tutti i suoi eccessi, le rendesse padrone della propria vita. Ascoltare la storia di questa donna infelice, ironica, coraggiosa, folle, disastrosa e inevitabilmente simpatica ci costringe a considerarne gli atti, anche i più inaccettabili, da una prospettiva che sposta il baricentro delle nostre certezze morali, e le fa vacillare pericolosamente. Parlando del libro, la stampa tedesca ha scrtto: "Elke Schmitter dà voce a un personaggio che, contro tutte le mode, cerca ancora l'amore come un'eroina confusa del diciannovesimo secolo: niente avventure, niente famiglia a tutti i costi, niente comoda vita di coppia: solo l'amore. Una polemica contro la generazione delle madri di trent'anni fa, e un'arringa in difesa della necessità del femminismo che sarebbe venuto. Questa Madame Bovary non è costretta ad avvelenarsi: ha uno stipendio, può comprarsi vestiti e biancheria sexy, ha una propria auto. E' questa l'ironia della storia, e non la sola: si può leggere Quella che chiamano la vita come un gioco con i motivi letterari dal romanzo di Flaubert, ma anche così non si potrà sfuggire al tragico della quotidianità." Elke Schmitter è nata nel 1961 a Krefeld, una cittadina del bacino industriale della Ruhr. Ha studiato filosofia a Monaco e dal 1992 al 1994 è stata caporedattrice del quotidiano Taz. Da allora scrive come giornalista freelance per alcuni dei più importanti giornali tedeschi (Die Zeit, Süddeutsche Zeitung, Der Spiegel). Ha pubblicato raccolte di poesia e saggi critici. |