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Le tre carte di Fascetti
di Adalberto Scemma
Il Vicenza batte l'Ancona e si riappropria finalmente del proprio ruolo, un ruolo da protagonista. Tre le carte vincenti giocate da Fascetti: la scelta in direzione di Zanetti per il ruolo di play; l'inserimento di Adami sulla corsia difensiva di destra; la presenza della coppia Sommese & Zanchetta sulle corsie esterne (qualità e quantità). Ce n'è abbastanza, insomma, per restituire al Vicenza anche la fiducia dei tifosi, uscita scossa dopo l'ultima settimana di black-out.

E con la fiducia, finalmente, stop anche alle polemiche: è tregua (in attesa della pace) tra la società e i critici. Non mancano le sorprese, sul resto del fronte. Tocca a Mondonico, per esempio, rimettere in riga il Professore. Sogni di evidente fragilità, quelli di Scoglio. Per vincere a Cosenza il Genoa ha giocato una sola carta: muro difensivo davanti a El Ouaer e spioventi in area a cercare la testa degli attaccanti. Ma il gol di Mensah è rimasto un episodio isolato e al resto ha provveduto Mondonico utilizzando il suo solito gioco dalle cadenze elementari, con tocchi rapidi rasoterra e sortite in verticale propiziate dagli uomini di maggiore spessore tecnico, i Mendil e i Giampaolo.

Si ridimensiona il Genoa, dunque, ma ritrova spazio al vertice, dopo un lungo e indecifrabile black-out, l'Empoli di Baldini. Siamo in presenza di un progetto non banale: la squadra è stata costruita per lente sovrapposizioni, ha un modulo aggressivo e una linea di trequartisti ad assetto variabile che concede ben pochi punti di riferimento agli avversari. Una considerazione, questa, riferibile tranquillamente anche al Como, squadra dagli equilibri consolidati che ha trovato lungo il cammino la perla di un Oliveira caricato a molla.
Lo stereotipo del miracolo Chievo? Né Dominissini né tantomeno Preziosi avallano l'accostamento.

Prima di tutto perché il Como è un neofita della serie B (ben sette, lo ricordiamo, le stagioni del Chievo tra i cadetti.); in secondo luogo perché proprio Dominissini è stato a lungo in bilico prima di inanellare la clamorosa serie positiva che l'ha portato in piena zona A. Premiato il progetto dell'allenatore, insomma, non certo quello del presidente. A questo punto ecco che la corsa promozione evidenzia un particolare significativo: vengono privilegiate le squadre costruite sul campo a dispetto di quelle assemblate sul mercato. Il discorso vale per il Modena, nonostante i primi segnali di crisi, ma anche e soprattutto per il Palermo. L'artigiano Mutti sta facendo centro alla sua maniera: senza clamori e utilizzando una filosofia (quella del lavoro) che non consente trucchi.


14/11/2001

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