| La Fondazione, che ha finanziato il nuovo reparto della 2° Clinica Pediatrica dell'Ospedale di Padova, ha anche sostenuto con cospicui contributi negli anni 2000 e 2001 alcuni progetti di ricerca sulle patologie maligne infantili. L'impegno per i prossimi anni é quello di raccogliere la somma di 2 miliardi l'anno per poter continuare a sostenere l'importante progetto di ricerca. Durante tutto il fine settimana dunque, nelle piazze di quasi tutti i comuni del vicentino, di alcuni comuni del veronese e del padovano, nonché all'interno dei principali centri commerciali della città e della provincia di Vicenza, vengono distribuite come simbolo di speranza e di augurio le colorate e tradizionali "Stelle di Natale", con il contributo di un'offerta a favore della Fondazione. I versamenti a favore della Fondazione possono essere fatti sul Conto Corrente Postale n. 13200365 intestato a "Città della Speranza". Il recapito nel vicentino é: Via Pasubio 17, Malo, tel. 0445/595311. CHE COS'E' LA FONDAZIONE CITTA' DELLA SPERANZA A parte gli incidenti di vario genere e la mortalità neonatale, le leucemie ed i tumori sono la prima causa di morte in età pediatrica. Nel Veneto circa tre bambini ogni settimana sono colpiti da una malattia maligna. L' 0rganizzazione Mondiale della Sanità ha più volte sottolineato ufficialmente come i risultati ottimali nella cura delle neoplasie infantili si ottengono in istituzioni apposite di oncoematologia pediatrica e che il rapporto ottimale costo/benefici si realizza un reparto di diagnosi e cura in un bacino geografico che comprenda circa 1 milione di bambini, quanti sono approssivatimamente nel Veneto. La 2° Clinica Pediatrica e Centro Leucemie Infantili con sezione di trapianto di midollo di Padova, costituisce da anni la punta più avanzata della ricerca e dell' assistenza nel settore dei tumori infantili in Italia. 0pera in stretto collegamento con gli altri sette-otto Centri italiani e con i Centri europei più avanzati: Berlino, Francoforte, Monaco, Amsterdam e Vienna. Questa intesa ha fruttato la produzione di protocolli di diagnosi e cura comuni tra i vari Centri, facendo si che i bambini in Europa possano usufruire di cure pressoché uguali, in qualunque regione d' Europa essi si trovino. La 2° Clinica Pediatrica di Padova è l'unico Centro specializzato regionale in questa patologia. 0spita il 90% dei piccoli ammalati oncologici del Veneto, oltre 1.000 ricoveri all'anno nel proprio reparto di degenza. Particolarmente intensa l'attività day hospital e ambulatorio dove annualmente vengono eseguite oltre 6000 prestazioni: visite, chemioterapia, trasfusioni, terapiaintratecale, biopsie ossee ed epatiche, controllo e pulizia di cateteri venosi centrali ecc. A questa attività diagnostica e terapeutica si affianca l'attività della Sezione Trapianto di Midollo, prima struttura pediatrica in Italia a praticare, fin dal 1983, il trapianto di midollo. Il numero dei trapianti va via via crescendo, con un oscillazione da 15 a 20 interventi all'anno. Padova vanta oltre 200 trapianti di midollo dal 1983 ad oggi. Il laboratorio annesso pratica da anni manipolazioni di midollo, esami di compatibilità e procede al congelamento dei midolli stessi, attiva culture cellulari, raccoglie cellule stamiali periferiche. La maggior sopravvivenza dei bambini (2/3 dei quali attualmente sono candidati alla guarigione) ha prodotto un enorme aumento del carico assistenziale, mettendo in crisi, alla fine del 1994, la struttura patavina, che all'epoca era rimasta quella degli anni sessanta e non era mai stata adeguata ai progressi culturali e terapeutici nel settore. A quel tempo la 2° Clinica pediatrica contava solo su 18 posti letto (dei 30 necessari) e solo su 2 camere sterili adibite al trapianto. l posti letto erano compressi in 7 stanze, con ovvi problemi per i piccoli degenti e le loro famiglie. La situazione logistica del day hospital era ancor più grave e precaria, potendo far conto allora solo su 2 posti letto e 2 ambulatori ed essendo per giunta privo di sale d' attesa. Le condizioni in cui operavano poi nei laboratori i ricercatori del Centro 0ncoematologico di Padova erano quanto mai precarie, assolutamente inadeguate al potenziale di cui è sempre stato capace. |