| Dal 1° gennaio 2002 l'Euro, moneta unica europea, é a tutti gli effetti una realtà per i 12 paesi europei che hanno aderito all'unione monetaria: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna. |  |
| Cosa fare e cosa non fare nei primi giorni di ingresso dell'Euro nella nostra vita quotidiana? A queste domande risponde Cittadinanzattiva, associazione Onlus che si occupa dei diritti dei cittadini, con una sorta di vademecum che contiene consigli e suggerimenti per un approccio più semplice con la nuova divisa europea. COSA FARE 1. Avere, anzitutto, molta calma e tranquillita' e iniziare a pensare in euro da subito. Come? Facendosi una semplice lista dei principali prodotti che si acquistano con i prezzi direttamente in euro. 2. Individuare da subito una persona di fiducia informata sull'Euro a cui rivolgersi in caso di necessità; parlare insieme a qualcuno dei problemi e dei timori é il primo passo per superarli. 3. Essere pazienti con sé stessi e con gli altri e, se possibile, aiutare chi potrebbe essere in difficoltà. 4. Conoscere i recapiti telefonici: del Comitato Euro (800-280202) e della Banca d'Italia (800 080808), per infromazioni; delle Associazioni dei consumatori, come Cittadinanzattiva (06/36718555); del Comitato euro della propria provincia (Cep); delle Associazioni locali dei consumatori; dell' Ufficio relazioni con il pubblico del proprio Comune; della locale Camera di Commercio e della sede locale delle Associazioni dei commercianti, per artigiani e commercianti. 5. Spendere al più presto le lire che sono rimaste in tasca, per evitare di confondersi con la nuova moneta. 6. Fare attenzione al resto, perché la moneta é nuova per chi acquista ma anche per chi vende ed, in particolare, ai centesimi (es.: le nostre vecchie 1000 lire corrispondono a 52 centesimi). 7. Utilizzare per i pagamenti, se possibile, la moneta elettronica (bancomat/postamat;carte di credito o prepagate). 8. Guardare con attenzione i prezzi indicati sia in euro che in lire: aiuta ad abituarsi ai nuovi valori. 9. Guardare, toccare e muovere sia le banconote sia le monete in euro per memorizzarne le caratteristiche: riconoscerle é più facile. 10. Accettare il resto anche in lire, perché all' inizio i commercianti o gli artigiani potrebbero non avere subito la disponibilità necessaria di nuove monete e banconote. COSA NON FARE 1. Consegnare i propri soldi a persone che, spacciandosi per assistenti sociali o rappresentanti di banche e poste, propongono di aiutare a cambiare le lire in euro magari a condizioni più vantaggiose: in questi casi non dare retta a nessuno e denunciare il caso alle Autorità di polizia o alle Associazioni dei consumatori. 2. Recarsi subito, dal 2 gennaio 2002, in banca per cambiare le lire in euro: c'é tempo per farlo, dunque nessuna fretta. 3. Avere timore di chiedere informazioni o chiarimenti di base allo sportello (banca/posta) o alla cassa (negozio o supermercato). 4. Pensare che con il passaggio all'euro le pensioni, gli stipendi o i salari subiscano un aumento o una riduzione. 5. Fare pagamenti in contanti usando tutti e due i tipi di moneta (le veccchie lire e l'euro), perché aumenta la confusione. 6. Emettere o accettare assegni bancari e postali o cambiali in lire, con data dal 1 gennaio 2002. 7. Non indicare su tutti i tipi di assegni (anche quelli a cifra tonda) le due cifre decimali dopo la virgola e dopo l'importo scritto in lettere. 8. Non segnalare o denunciare i tentativi di truffa. 9. Dimenticare che la doppia circolazione riguarda solo i contanti e che i due mesi di doppia circolazione scadranno il 28 febbraio 2002. 10. Usare e conservare i vecchi libretti di assegni in lire che invece vanno distrutti o restituiti, perche' dal 1 gennaio 2002 gli assegni bancari e postali (come le cambiali) possono essere fatti solo in euro.
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